CAPITOLO 5
Quando
Perla arrivò in spiaggia, la musica già era cominciata.
Le
stuoie erano già tutte quasi prese. Erano disposte in circolo intorno al
fuoco,divise da alcuni vasi costruti da canne di bambù e decorati con fiori
esotici. Il tutto era molto ‘orientale’,l’avrebbe definito Perla, ‘orientale,
ma romantico’. C’era un via vai di camerieri che portavano pesce e frutta; da
un lato più distante un animatore intratteneva i ragazzi più giovani per
evitare che gli schiamazzi turbassero l’atmosfera.
Valerio,
aveva scelto un posto abbastanza centrale, rispetto al fuoco e stava
giocorellando con un fiore nel vaso.
Perla
gli si avvicinò e lo baciò, poi si sedette a gambe incrociate accanto a lui.
“qual
è il menù stasera?” – domandò. Al momento era tornata lei, s’impose di non
guardarsi troppo intorno.
Aveva
indossato la maschera migliore che poteva e incrociato le dita, non si sarebbe
rovinata la serata, per nulla al mondo.
Cominciarono
ad arrivare le portate,una serie di assaggini a base di crostacei.
Il
cibo era buonissimo, il servizio impeccabile, la musica ottima e non altissima,
tutto molto accurato, e il fuoco sembrava ballare al ritmo delle note,
disegnando lingue e ombre sulla spiaggia e verso il mare.
Il
mare era calmo e l’unico rumore era quello delle onde che s’infrangevano sugli
scogli più avanti, ma era molto attutito dalla musica.
Le
voci erano soffuse, come se ogni turista, consapevole dell’atmosfera, parlasse
a voce bassa per non turbarla.
Perla
riconobbe che era davvero una serata fantastica, ma nonostante cercasse di non
pensare, si scopriva a domandarsi dove fosse Fulvio.
E
fu presto accontentata. Nel bel mezzo della cena, a una certa ora, si alzò una
leggera brezza, e il fuoco deviò leggermente la sua direzione.
Una
leggerissima brezza, non così forte da essere pericolosa per quest’ultimo però.
E
in quel cambio di direzione , lei lo vide, proprio davanti a lei.
Lui
era lì, dalla parte opposta del fuoco, sulla stuoia esattamente opposta alla
loro, lui e Amelia.
Ma
non stava guardando Amelia, che stava cantando rapita dalla musica, lui
guardava lei.
Perla
per poco non ingoiò il gambero che teneva tra la labbra con tutta la buccia.
Poi
si sentì rapita, da lui, dal suo sguardo, dal fuoco, dalla musica.
Tutto
era scomparso intorno, c’era lui e c’era lei.
Come
attratti da una forza misteriosa continuarono a fissarsi attraverso il fuoco
che ballava, per quella che sembrò un eternità.
Poi
Amelia si alzò , rompendo l’incantesimo. Aveva preso per mano Fulvio,
costringendolo ad alzarsi per andare a ballare.
Agli
occhi di Perla fu palese che lui non ne aveva affatto voglia, ma con
riluttanza si alzò e la seguì.
Fu
grata alla brezza che cessando permise al fuoco di riallargarsi e coprire la
scena davanti a lei .
Valerio,
accanto a lei, stava finendo il pesce e non si era accorto del suo
turbamento .
“non
credo che mangerò la frutta” - sentenziò – “sono pieno come un maiale,
che ne dici di fare quattro salti per digerire?”
"oh,
no!" - Perla disperata, voleva rifiutarsi, ma forse sarebbe stato meglio,
farsi cingere dalle braccia di Valerio, chiudere gli occhi e non vedere più..
non si fece pregare e dopo due minuti era a volteggiare con la testa appoggiata
sul suo petto.
Valerio
cantava estasiato, accompagnando la musica, spesso inventandosi le
canzoni.
Perla
si scopriva spesso a sorridere di questo suo vezzo, ma non era la serata
giusta.
Sapeva
che in mezzo allo spiazzo, lì sulla spiaggia,con loro , in mezzo agli altri,
c’era anche Fulvio e che in quel momento stava stringendo a se Amelia e seppe
di esserne gelosa.
"Questa
situazione è talmente ridicola"- pensò- "devo uscirne fuori,
altrimenti rischierò di rovinarmi la serata e tutta la vacanza".
Si
rivolse a Valerio, cercando una scusa per allontanarsi
“quel
pesce mi ha messo una sete pazzesca. Credo che andrò al bar a prendere
qualcosa, tu aspettami alla stuoia, perché devo andare anche in bagno, ti porto
qualcosa”
Se
non avesse parlato del bagno, Valerio l’avrebbe senz’altro seguita e lei aveva
assolutamente bisogno di restare sola, anche un attimo, ma sola.
Invece
di andare al bagno o dirigersi al bar. Si avviò verso l’altra parte dello
spiazzo, salì i gradini che la separavano dalla terrazza del bar.
C’era
una coppia che faceva effusioni poco più in là, il resto della terrazza era
quasi deserta, perché tutti gli occupanti dell’hotel erano sotto e la musica
arrivava lontana.
Perla
si appoggiò sul parapetto e guardò verso il mare.
Sapeva
che aveva un influenza benefica sul suo umore, cinque minuti, sperando che
Valerio non sarebbe venuto a cercarla, le sarebbero bastati cinque minuti.
“posso
offrirti da bere o sono indiscreto?”
Perla
credette di averle sognate, quelle parole.
Si
girò lentamente, Fulvio, a un palmo di naso da lei, con due bicchieri in mano
le stava sorridendo. Era solo, l’aveva seguita? O era stato un caso? No,
decisamente l’aveva seguita.
“Oh”
- Perla si vide prendergli il bicchiere dalle mani e quel piccolo contatto le
diede la scossa – Grazie, accetto volentieri, credo che il pesce fosse un po’
saporito”
Lui
, si poggiò sul parapetto al suo fianco, girato con le spalle al mare,
sorseggiò il prosecco che teneva in mano, poi alzò il bicchiere in segno di
brindisi
“spero
di non aver ricordato male, ai vecchi tempi”
Perla
sussultò quasi strozzandosi, ma alzò il bicchiere ed imitò il suo gesto.
Dio
com’era bello!!! E profumava di buono e di pulito, come sempre … ma no, era
tutto sbagliato, lei non doveva essere lì, eppure nello stesso istante pregava
che tutto scomparisse intorno a loro.
“e
Amelia? “ –gli domandò nel modo più incurante possibile –
“E’
salita in camera”, aspettava una telefonata dai suoi, la chiamano sempre a
quest’ora e preferiscono chiamarla in albergo perché risparmiano, non scenderà
prima di un quarto d’ora , venti minuti, come il solito “ - e fece la sua
solita risatina
Perla
la odiava e la adorava al contempo. Intanto la conversazione era scemata, il
silenzio parlava per loro, lei sapeva che doveva tornare, prima o poi Valerio
l’avrebbe cercata e sicuramente farsi trovare in compagnia di Fulvio non era la
mossa migliore.
“bè
– disse riluttante – devo andare,” – ma i piedi sembravano incollati al terreno
“E’
stato un piacere “- Fulvio si girò verso il mare – “anche se pensavo che
avresti allietato un po’ di più la mia compagnia..ma capisco …”
"Vorrei,
tu non sai quanto vorrei" gli avrebbe risposto Perla, invece con un
semplice “ciao” fece per allontarsi.
Avvertì
uno strattone, lui l’aveva avvicinata a un passo dalle sue labbra e la guardava
negli occhi … sentì girarle la testa, ma non era il prosecco.
“sappi,
che ho voglia di rivederti “
A
quel punto Perla avrebbe giurato che la baciasse, invece niente.
La
lasciò andare, ma non smise di fissarla.
Incapace
di rispondere, incapace di pensare, istintivamente Perla si girò fuggendo via,
da lui, dalle sue parole, sentiva ancora la mano che le stringeva il braccio
con violenza e la tratteneva, sentiva i suoi occhi che la penetravano e le
leggevano dentro , sentiva una lacrima salirgli agli occhi e bruciava,
come tutta lei bruciava .. dentro.
Era
stato, era tutto un errore allontanarsi , ora lo sapeva.
“…ho
voglia di rivederti…”- la voce di lui, quelle parole le rieccheggiavano in
testa, mentre si avviava verso la spiaggia.
Poi
rammentò che aveva promesso a Valerio di portarle da bere e tornò sui suoi
passi.
Alzò
lo sguardo verso la terrazza, appena , senza alzare la testa per non farsi
notare. Fuvio era lì, ma non guardava verso lei, era assorto nei suoi pensieri
e guardava il mare…
quando
tornò alle stuoie trovò Valerio in piedi
“mi
stavo preoccupando, non ti vedevo tornare, grazie “- aggiunse prendendo la
bibita che lei le porgeva
Poi
la baciò delicatamente sul naso.
Si
siedettero abbracciati sulla stuoia, Perla lasciò che la musica rapisse i suoi
sensi, non aveva voglia di parlare
…
tra le note una voce s’insinuava …”ho voglia di rivederti”
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