sabato 15 settembre 2012

CAPITOLO 10



CAPITOLO 10

Dopo essersi aiutati a riportare tutto in tenda, spensero quello che rimaneva della brace.
Nel frattempo , si alternarono , ognuno di loro nell’allontanarsi per soddisfare i propri bisogni.
Perla manifestò il bisogno di lavarsi:
 - Io vado a fare il bagno. -
 - Ma dopo non sentirai freddo? - Le domandò Amelia -  Sei anche nella digestione. - 
 - Mi asciugherò come meglio posso, tanto poi mi vesto e vado nel sacco a pelo. – Perla s’incamminò in tenda per indossare il costume.
Com’era naturale Valerio fece altrettanto: in questo erano molto simili, adoravano entrambi il mare e di certo non sarebbe stato né il freddo, né il buio a scoraggiarli.
Alla fine anche gli altri seguirono il loro esempio.
Alla vista di Fulvio quasi nudo Perla ingoiò a vuoto.
Sebbene la luce fosse pochissima, lei poteva distinguerne  le forme, le sue cosce muscolose e ben scolpite, il suo corpo sodo, nonostante avesse già superato gli ‘anta … Lo desiderò più di qualsiasi altra cosa al mondo, desiderò di toccarlo, di lasciarsi avvolgere dalle onde del mare, cullata tra le sue braccia forti.
Ma era Valerio a sostenerla, lei tirò indietro la testa fino nell’acqua, si allungò e si lasciò trasportare, l’acqua era calda, chiuse gli occhi cercando di non pensare a nulla… quando  li riaprì vide il volto di Valerio che illuminato dal chiarore della luna le sorrideva.
Quanto la amava, non meritava che il suo pensiero non fosse per lui e fu sopraffatta dai sensi di colpa. Eppure lei le voleva bene, ma mai come quella sera aveva capito: amare è una cosa, volere bene è un’altra.
E le cuoceva mettere a nudo i propri sentimenti: si era attaccata a Valerio, nel momento in cui la sua storia con Fulvio era ormai finita da un anno, quando si era ormai abituata a vedere Fulvio raramente e in compagnia di Amelia.
Allora aveva lottato per Valerio; lui all’inizio non si curava nemmeno di  lei. Questo l’aveva indispettita e incuriosita, al punto d’incapricciarsi e forse tutto questo lo aveva confuso con l’amore.
E pur accorgendosi che le sue sensazioni erano ben lontane da quelle provate con Fulvio, alla fine aveva vinto, e Valerio si era innamorato di lei.
E anche lei era convinta di esserne altrettanto, altrimenti che senso aveva esserne gelosa? Ma erano totalmente diversi; lei era una donna vissuta, con le sue tragedie alle spalle che l’avevano vista crescere in fretta, compresa la morte di suo marito, che l’aveva lasciata presto e con un figlio piccolo, e si era fatta da se.
Lui, l’ultimo di una grande famiglia coccolato e viziato fino ad allora, si era impegnato con lei ad uscire dal guscio, ma era stata dura e tutt’ora spesso prevaleva in lui il bambino che era rimasto, tanto che a Perla ogni tanto sembrava di avere due figli.
Ed era dolcissimo, premuroso e innamorato, ma insicuro e mai padrone di se.
A Perla mancava l’uomo, quello con la U maiuscola, tutto quello che era Fulvio.
Fulvio, Perla ne era convinta, si era innamorata di lui , perché le ricordava tanto suo marito, dolce e duro allo stesso tempo, sempre sicuro di se, quello che ti fa sentire donna e protetta, quello che sa sempre quello che vuole.
Con lui , non c’era bisogno di decidere o parlare, era bello soltanto stargli accanto ... godere del suo sorriso.
Ricordò la prima volta l’amore, a casa sua , sul divano, e come si fosse sentita in colpa verso il marito per aver provato sensazioni più belle e infinite di quante ne avesse provate con lui.
Rammentò quella sensazione di benessere e felicità che aveva provato tornando a casa, mista alla malinconia per essere andata via  e ricordò di aver pregato di rivederlo presto perché non se n’era saziata e lo voleva ancora in lei e ancora …
Tutto questo sentiva, come sentiva che il loro amore segreto e sbagliato prima o poi sarebbe finito e già ci stava male.
Perla stava rispondendo qualcosa a Valerio, mentre lui le parlava, si era accorta di aver risposto, senza avere peraltro sentito la domanda
-  Amelia non sa nuotare, – stava dicendo Valerio – si capisce perché è rimasta sul bagnasciuga.-
 - Può essere - Perla si mise in piedi per guardare meglio,- o semplicemente ha freddo e non ha voglia di bagnarsi oltre. -
E il suo sguardo cercò la presenza di Fulvio accanto ad Amelia, ma lui non c’era.
Intuì che doveva essere nell’acqua da qualche parte, magari più al largo e si girò per guardare oltre…
Fulvio, a poco da lei, tornava a forti bracciate.
Inaspettatamente si tirò su in piedi, a due braccia da lei e in un attimo i loro occhi s’incontrarono. Benché buio, Perla vide benissimo e chiaramente il lampo che attraversò lo sguardo di lui.
Era un lampo cattivo e penetrante, che la stordì fino a costringerla a rituffarsi in acqua per non guardarlo, come i fari abbaglianti di un’auto che ti viene contro e ti costringe a chiudere gli occhi.
Poi lui cambiò direzione e procedette fino a riva.
Perla riaffiorò dall’acqua tremante.
All’improvviso sentiva freddo, un freddo dentro che nulla aveva a che fare con l’acqua e con la notte.
Si diedero il cambio in tenda per rivestirsi, poi Perla e Valerio stesero il proprio sacco a pelo, dopodiché Perla aiutò Amelia a stendere il suo; Fulvio  era l’unico che non era ancora rientrato.
Perla decise di stendersi, sentiva ancora un po’ freddo e sperava che la nuotata l’avesse stancata così tanto da farla addormentare presto,  prima che rientrasse Fulvio, e di dormire fino a mattina senza svegliarsi mai.
Si era appena messa nel sacco, Valerio accanto a lei l’abbracciava e la scaldava col suo corpo, che Fulvio rientrò.
Amelia era ancora indaffarata a sistemare alcune cose nelle borse, Perla si costrinse a girarsi dall’altro fianco per non guardare.
- Io dormo fuori  - sentì dire da Fulvio - Ho caldo e la testa non mi è passata del tutto.-
- Caldo?  – sentì Amelia parlargli  con tono sorpreso – Io sto tremando e poi sarai ancora bagnato, almeno asciugati! -
 - No , sto bene, scusami, ma sto meglio fuori, più tardi se sentirò freddo verrò dentro. -
Perla si girò di nuovo, appena in tempo per vederlo sparire fuori, si accorse dello sguardo accigliato di Amelia che lentamente scuotendo la testa si accingeva ad infilarsi nel sacco.
Fulvio non stava rovinando la vacanza solo a lei, ma forse anche ad Amelia e a se stesso. E lei in cuor suo sapeva che la colpa era solo la sua e si odiò per questo.
Dopo dieci minuti circa, passati a cercare di prendere sonno, vide Amelia alzarsi, prendere un golfino e uscire dalla tenda, avrebbe raggiunto Fulvio in spiaggia , sarebbe andata a scaldarlo , e magari avrebbero fatto l’amore .. si mozzicò le labbra fino a farle sanguinare. Non poteva pensarci, non riusciva a sopportarlo ... se c’era una punizione per il suo amore maledetto, questa era di certo la più atroce. Stava pagando, stava pagando ormai da anni, il suo amore sbagliato e s’impedì di proseguire di pensarne i motivi.


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