CAPITOLO 10
Dopo
essersi aiutati a riportare tutto in tenda, spensero quello che rimaneva della
brace.
Nel
frattempo , si alternarono , ognuno di loro nell’allontanarsi per soddisfare i
propri bisogni.
Perla
manifestò il bisogno di lavarsi:
- Io vado a fare il bagno. -
- Ma dopo non sentirai freddo? - Le domandò
Amelia - Sei anche nella digestione.
-
- Mi asciugherò come meglio posso, tanto poi
mi vesto e vado nel sacco a pelo. – Perla s’incamminò in tenda per indossare il
costume.
Com’era
naturale Valerio fece altrettanto: in questo erano molto simili, adoravano
entrambi il mare e di certo non sarebbe stato né il freddo, né il buio a
scoraggiarli.
Alla
fine anche gli altri seguirono il loro esempio.
Alla
vista di Fulvio quasi nudo Perla ingoiò a vuoto.
Sebbene
la luce fosse pochissima, lei poteva distinguerne le forme, le sue cosce
muscolose e ben scolpite, il suo corpo sodo, nonostante avesse già superato gli
‘anta … Lo desiderò più di qualsiasi altra cosa al mondo, desiderò di toccarlo,
di lasciarsi avvolgere dalle onde del mare, cullata tra le sue braccia forti.
Ma
era Valerio a sostenerla, lei tirò indietro la testa fino nell’acqua, si
allungò e si lasciò trasportare, l’acqua era calda, chiuse gli occhi cercando
di non pensare a nulla… quando li riaprì
vide il volto di Valerio che illuminato dal chiarore della luna le sorrideva.
Quanto
la amava, non meritava che il suo pensiero non fosse per lui e fu sopraffatta
dai sensi di colpa. Eppure lei le voleva bene, ma mai come quella sera aveva
capito: amare è una cosa, volere bene è un’altra.
E
le cuoceva mettere a nudo i propri sentimenti: si era attaccata a Valerio, nel
momento in cui la sua storia con Fulvio era ormai finita da un anno, quando si
era ormai abituata a vedere Fulvio raramente e in compagnia di Amelia.
Allora
aveva lottato per Valerio; lui all’inizio non si curava nemmeno di lei.
Questo l’aveva indispettita e incuriosita, al punto d’incapricciarsi e forse
tutto questo lo aveva confuso con l’amore.
E
pur accorgendosi che le sue sensazioni erano ben lontane da quelle provate con
Fulvio, alla fine aveva vinto, e Valerio si era innamorato di lei.
E
anche lei era convinta di esserne altrettanto, altrimenti che senso aveva
esserne gelosa? Ma erano totalmente diversi; lei era una donna vissuta, con le
sue tragedie alle spalle che l’avevano vista crescere in fretta, compresa la
morte di suo marito, che l’aveva lasciata presto e con un figlio piccolo, e si
era fatta da se.
Lui,
l’ultimo di una grande famiglia coccolato e viziato fino ad allora, si era
impegnato con lei ad uscire dal guscio, ma era stata dura e tutt’ora spesso
prevaleva in lui il bambino che era rimasto, tanto che a Perla ogni tanto
sembrava di avere due figli.
Ed
era dolcissimo, premuroso e innamorato, ma insicuro e mai padrone di se.
A
Perla mancava l’uomo, quello con la U maiuscola, tutto quello che era Fulvio.
Fulvio,
Perla ne era convinta, si era innamorata di lui , perché le ricordava tanto suo
marito, dolce e duro allo stesso tempo, sempre sicuro di se, quello che ti fa
sentire donna e protetta, quello che sa sempre quello che vuole.
Con
lui , non c’era bisogno di decidere o parlare, era bello soltanto stargli
accanto ... godere del suo sorriso.
Ricordò
la prima volta l’amore, a casa sua , sul divano, e come si fosse sentita in colpa
verso il marito per aver provato sensazioni più belle e infinite di quante ne
avesse provate con lui.
Rammentò
quella sensazione di benessere e felicità che aveva provato tornando a casa,
mista alla malinconia per essere andata via e ricordò di aver pregato di
rivederlo presto perché non se n’era saziata e lo voleva ancora in lei e ancora
…
Tutto
questo sentiva, come sentiva che il loro amore segreto e sbagliato prima o poi
sarebbe finito e già ci stava male.
Perla
stava rispondendo qualcosa a Valerio, mentre lui le parlava, si era accorta di
aver risposto, senza avere peraltro sentito la domanda
- Amelia non sa nuotare, – stava dicendo
Valerio – si capisce perché è rimasta sul bagnasciuga.-
- Può essere - Perla si mise in piedi per
guardare meglio,- o semplicemente ha freddo e non ha voglia di bagnarsi oltre.
-
E
il suo sguardo cercò la presenza di Fulvio accanto ad Amelia, ma lui non c’era.
Intuì
che doveva essere nell’acqua da qualche parte, magari più al largo e si girò
per guardare oltre…
Fulvio,
a poco da lei, tornava a forti bracciate.
Inaspettatamente
si tirò su in piedi, a due braccia da lei e in un attimo i loro occhi
s’incontrarono. Benché buio, Perla vide benissimo e chiaramente il lampo che
attraversò lo sguardo di lui.
Era
un lampo cattivo e penetrante, che la stordì fino a costringerla a rituffarsi
in acqua per non guardarlo, come i fari abbaglianti di un’auto che ti viene
contro e ti costringe a chiudere gli occhi.
Poi
lui cambiò direzione e procedette fino a riva.
Perla
riaffiorò dall’acqua tremante.
All’improvviso
sentiva freddo, un freddo dentro che nulla aveva a che fare con l’acqua e con
la notte.
Si
diedero il cambio in tenda per rivestirsi, poi Perla e Valerio stesero il
proprio sacco a pelo, dopodiché Perla aiutò Amelia a stendere il suo;
Fulvio era l’unico che non era ancora rientrato.
Perla
decise di stendersi, sentiva ancora un po’ freddo e sperava che la nuotata
l’avesse stancata così tanto da farla addormentare presto, prima che
rientrasse Fulvio, e di dormire fino a mattina senza svegliarsi mai.
Si
era appena messa nel sacco, Valerio accanto a lei l’abbracciava e la scaldava
col suo corpo, che Fulvio rientrò.
Amelia
era ancora indaffarata a sistemare alcune cose nelle borse, Perla si costrinse
a girarsi dall’altro fianco per non guardare.
-
Io dormo fuori - sentì dire da Fulvio -
Ho caldo e la testa non mi è passata del tutto.-
-
Caldo? – sentì Amelia parlargli
con tono sorpreso – Io sto tremando e poi sarai ancora bagnato, almeno
asciugati! -
- No , sto bene, scusami, ma sto meglio fuori,
più tardi se sentirò freddo verrò dentro. -
Perla
si girò di nuovo, appena in tempo per vederlo sparire fuori, si accorse dello
sguardo accigliato di Amelia che lentamente scuotendo la testa si accingeva ad
infilarsi nel sacco.
Fulvio
non stava rovinando la vacanza solo a lei, ma forse anche ad Amelia e a se
stesso. E lei in cuor suo sapeva che la colpa era solo la sua e si odiò per
questo.
Dopo
dieci minuti circa, passati a cercare di prendere sonno, vide Amelia alzarsi,
prendere un golfino e uscire dalla tenda, avrebbe raggiunto Fulvio in spiaggia
, sarebbe andata a scaldarlo , e magari avrebbero fatto l’amore .. si mozzicò
le labbra fino a farle sanguinare. Non poteva pensarci, non riusciva a
sopportarlo ... se c’era una punizione per il suo amore maledetto, questa era
di certo la più atroce. Stava pagando, stava pagando ormai da anni, il suo
amore sbagliato e s’impedì di proseguire di pensarne i motivi.
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