CAPITOLO
18
Valerio
dormiva ancora quando lei uscì. Le lasciò un biglietto sul tavolo, dicendo di
chiamarla se ci fossero stati problemi. Lei si sarebbe attardata un po’, per
acquistare anche i panini per il giorno dopo. Il centro era circa a venti
minuti dal suo albergo.
Era
chiuso al traffico, per cui sarebbe stato inutile prendere l’auto. Perla girò
l’angolo, dirigendosi verso il lungomare. Amava quel posto, lì c’erano alcuni
dei ricordi più belli della sua vita.
La
prima volta c’era stata con Silvio, suo marito, da allora c’erano tornati
spesso, anche con Lorenzo piccolo, fino a quando Silvio non si era ammalato. Da
allora non solo le vacanze, ma tutta la sua vita era cambiata.
Quando
ricordava, le saliva sempre un nodo in gola e si costrinse a guardare due
bambini che in bicicletta si rincorrevano sulla pista ciclabile. Le tornò in
mente quella volta che con Claudia, sua cugina, aveva preso il pedalò e per
guardare due bei tipi erano rovinate addosso a una palma gigante, e le venne da
sorridere: "Claudia, " e mentre sorrideva sentì quel crampo allo
stomaco, che le tornava tutte le volte che ricordava.
Erano
passati dieci anni da allora, ma nella sua mente Perla riviveva tutto,
nitidamente.
Claudia
era sua cugina, di secondo grado, figlia di una cugina di sua madre. Da piccole
avevano diviso le vacanze con le rispettive famiglie, e frequentato la stessa
scuola. Anche se sua cugina era di un anno più piccola. Poi le loro strade si
erano divise.
Il
padre di Perla aveva cambiato casa, a causa del lavoro, ed erano andati a
vivere dall’altra parte della città. All’inizio ogni tanto la mamma si sentiva
con la cugina, poi col tempo e come succede spesso nella vita, si erano perse.
Finché un giorno, passati gli anni, Perla e Claudia si erano rincontrate.
Era
successo a scuola, davanti all’uscita dell’asilo di suo figlio. Perla stava
vivendo uno dei momenti più tristi della sua vita: divisa tra l’ospedale, le
cure per Silvio, e Lorenzo, che essendo molto piccolo aveva bisogno di lei. Era
accaduto un giorno che Caterina, la figlia di Claudia, si era avvicinata a lei,
manifestando la voglia di invitare a pranzo Lorenzo. Perla aveva risposto che
avrebbe dovuto parlare con la mamma, così la bimba era corsa a presentargliela.
Era
una bimba minuta, di un anno più grande di Lorenzo, con i capelli ramati, dai
riflessi color ambra e piccole lentiggini sul naso. Aveva due occhi grandi
color nocciola, che sembravano trafiggerti quando ti parlava . La mamma, Perla
l’aveva già intravista qualche volta, all’uscita della scuola, ma lei, a
differenza delle altre mamme, arrivava sempre all’ultimo e non avevano mai
stretto molta amicizia.
Perla
sorrise e le strinse le mani, e guardandola più a fondo si rese conto che in
lei c’era qualcosa di familiare. Invece Claudia, avvicinandosi meglio, la
riconobbe subito e quando lei si presentò ebbe la conferma dei suoi dubbi.
- Perla?
Davvero sei Perla? Ma come non mi riconosci? Io sono Claudia, tua cugina
Claudia! -
Perla
aveva dovuto fare un attimo mente locale, per metterla a ‘fuoco’, sforzandosi
di ricordare meglio.
Era
molto cambiata, contrariamente a lei.
Era
diventata una bella donna, molto diversa da come lei la ricordasse.
-
C, Claudia? Ma dai! - e l’aveva abbracciata con slancio.
Da
quel giorno erano diventate inseparabili. Perla non solo aveva ritrovato sua
cugina, ma anche un’amica , una sorella. E quando Silvio si era aggravato, era
stato grazie a lei, che era sopravvissuta a quel dolore e ai suoi doveri
improvvisi.
Claudia
l’aveva aiutata molto, l’era stata vicina, l’aveva confortata, aveva accudito
Lorenzo in sua mancanza, e quando lei era rimasta sola, aveva pianto con
lei. Ed era stata lei a scuoterla dal suo torpore, quando si era sentita sola e
fragile, quando si era annullata e buttata sul lavoro, pensando solo a suo figlio
e dimenticandosi di se stessa. Passarono gli anni dell’asilo e loro uscivano
spesso insieme: Claudia era sposata, ma suo marito non c’era mai, era spesso
fuori per lavoro. Faceva l’agente di borsa e il più delle volte non tornava
nemmeno la notte. Claudia le parlava spesso di lui, una volta le confidò di
essere stanca, di non poterne più di questa lontananza e che le cose tra loro
non andavano molto, ma che era combattuta di lasciarlo a causa di Caterina.
Perla non lo aveva mai incontrato e conosciuto, né lì, né a scuola.
Un
giorno di dicembre, mentre prendevano un tè insieme, in una di quelle giornate
fredde e uggiose, che senti il mondo crollarti addosso, Claudia
l’apostrofò:
- Che ne dici, di venire da me
per l’ultimo dell’anno? –
Perla non sapeva che dire. Non voleva passare
la sera di Capodanno, in casa di estranei insieme a un mare di parenti
altrettanto sconosciuti, ma era pur vero che da quando Silvio non c’era più,
lei si era spesso negata a qualunque persona che la cercava. Le feste per lei
non erano più le stesse. Spesso se ne stava in casa con i suoi, annoiandosi su
un divano, cercando di restare sveglia fino alla mezzanotte per compiacerli,
oppure accettava qualche invito da qualche parente, sentendosi persino
imbarazzata e di peso per averlo ricevuto. Non aveva mai capito difatti, perché
la gente non ti si "caga" tutto l'anno e all'improvviso non può fare
a meno di te per le feste. E continuava a ripetersi che le feste non erano
altro che una mera ipocrisia. Fosse stato per lei l'avrebbe volentieri
passate da sola in casa con Lorenzo, o in qualche ristorantino lei e lui soli.
Era
invece per lui, che poi si vedeva costretta ad accettare; e alla fine se la
prendeva con se stessa. Pensava che da quando Silvio non c'era più, la sua vita
era diventata talmente grigia, che si sentiva fredda e distaccata con tutto e
con tutti. Si era chiusa nel suo guscio e non riusciva più a godere delle poche
cose belle rimaste della vita.
Sospirò:
sicuramente a suo figlio avrebbe fatto piacere stare con Caterina, invece di
passare il tempo in casa dei nonni, ad annoiarsi davanti alla televisione. Come
avesse letto nei suoi pensieri, Claudia le aveva sorriso:
-
So quello che stai pensando, non devi preoccuparti, non ci sono parenti
barbosi, e ci sono alcuni miei amici molto simpatici che hanno bambini dell’età dei nostri. Vedrai ci
divertiremo e poi non puoi dirmi di no, lo sai che tengo più a te che agli
altri e ... - ebbe un attimo di esitazione - mi piacerebbe presentarti una
persona, vorrei che mi dicessi che ne pensi. - Nel dirlo, a Claudia brillarono
gli occhi e Perla se ne accorse, ma non disse nulla.
Alla
fine si lasciarono con la promessa che glielo avrebbe fatto sapere; moriva
dalla voglia di dire si subito, ma era combattuta per i suoi, non era facile
reclinare il solito invito senza urtare la loro suscettibilità. Sorgeva poi un
altro problema. Come doveva vestirsi? Erano anni, che non pensava più alla sua
persona.
Quando
decise e comunicò la decisione di esserci, Claudia non stava più nella pelle e
si offrì di accompagnarla a scegliersi un vestito per l’occasione. In cambio
Perla si avrebbe contraccambiato la cortesia
cucinando le lenticchie per
tutti. Era uno dei piatti che a Perla riuscivano benissimo. Chiunque assaggiava
le sue lenticchie ne rimaneva estasiato.
La
scelta sul vestito ricadde su un tubino nero semplice, che arrivava appena
sopra le ginocchia. Sembrava uno di quei vestiti alla “Audrey Hepburn”, semplice
ma elegante. Perla si scoprì a osservarsi come non faceva da una vita. Era
dimagrita molto e i chili di troppo non erano più un suo problema. Quello che
vide allo specchio le piacque e per la prima volta dopo tanto tempo si sorprese
di riscoprirsi donna.
La
sera di San Silvestro, quando arrivò con Lorenzo a casa di Claudia, si sentiva
impacciata ed emozionata, come una ragazza al primo ballo. Le corse incontro
Claudia, bella più che mai, nel suo vestito rosso e seducente, che lasciava
intravedere le forme e scopriva la sua schiena nuda. La seguiva Caterina: Perla
oltre le lenticchie ,aveva portato un pensierino per lei. Sapeva che la bimba
avrebbe gradito. Anche lei, per l’occasione si era truccata, con i trucchi di
mamma e ora esibiva le sue unghiette laccate con la superbia che si deve a una
gran dama. Perla si complimentò per la sua bellezza, mentre le porgeva il
regalo, e spinse Lorenzo verso lei per invitarlo ad andare a giocare. Lorenzo
non si fece pregare e sparì dietro Caterina verso la camera.
Claudia
tolse il piatto delle lenticchie dalle mani di Perla:
- Sei incantevole, – le disse, anticipandola in cucina – Vieni
che ti presento agli altri. -
In
cucina c’erano due donne, pressappoco della loro età:
- Questa
è Carmela, - disse rivolta a una biondina con i capelli tagliati cortissimi e
gli occhi verdi. Era alta poco più di Perla e aveva un sorriso simpatico e
aperto - E questa è Maria Luisa. - Maria Luisa, si voltò verso lei e
l’abbracciò stampandole un bacio sulla guancia. Era un donnone alto e grosso,
tutta Perla non valeva una sua gamba, ma era affabile e semplice. Perla si
presentò e dentro se ringraziò Claudia di avere amiche semplici come lei. Non
sopportava la gente con la ‘puzza’ sotto al naso.
Proseguirono
in sala.
Sul
divano, quattro o cinque persone cantavano, accompagnando la musica. Sul
tavolo, disposto accanto a un muro per fare più spazio, c’erano le portate e le
bevande. Cena fredda con lenticchie e cotechino a mezzanotte. Quello era il
menù, e ognuno poteva servirsi come voleva. C’erano un paio di coppie in piedi
a ballare e una luce soffusa si diffondeva nella sala.
Claudia
accese l’interruttore della luce e abbassò un attimo lo stereo per attirare
l’attenzione degli altri:
- Ragazzi, questa è Perla, mia cugina,
ricordate , ve ne ho parlato. - Perla per un attimo si sentì sopraffare dal
panico, tutti la guardavano e lei era al centro dell’attenzione.
Un
uomo, che fino allora teneva una chitarra in mano, si alzò dal divano venendole
incontro. Era alto e bello, con i capelli neri e lunghi, legati da un codino.
Le si avvicinò:
- Luca – disse presentandosi – piacere
di conoscerti. –
Perla ricambiò la sua stretta di mano, dopo di
lui, uno ad uno tutti i presenti fecero la sua conoscenza. Ricominciò la musica
e Claudia la strinse per un braccio:
- Hai visto Luca?, E’ il fratello di Maria Luisa, è di lui che volevo
parlarti, promettimi di farlo, appena ne avrò
occasione. – e di nuovo Perla vide una scintilla nei suoi occhi.
Perla
non ebbe modo di annoiarsi, ballò molto e strinse presto amicizia con gli
invitati di Claudia che facevano a turni per essere carini con lei. Si domandò
se era grazie alla sua simpatia, o perché era un favore che avevano riservato
alla loro ospite. In compenso non mangiò gran che. La novità le aveva
creato un po’ di scompiglio dentro o forse l'appetito le era calato a causa
dell'imbarazzo iniziale. Bè, nulla importava, in quel momento lei stava bene ed
era felice, e suo figlio si stava divertendo ed era la cosa che più contava.
Si
sorprese a sbirciare più volte Claudia, che ballava spesso abbracciata a Luca.
I loro sguardi non lasciavano spazi a equivoci e una donna certe cose le sa
leggere bene. C’era qualcosa, qualcosa tra loro, di più profondo di una
semplice amicizia. Perla credette d’indovinare di cosa volesse parlarle
Claudia.
A un
certo punto Claudia corse verso lei e la prese da parte:
- E' tornato mio marito.
Ho
visto la sua auto dalla finestra, - sembrava seccata. - Credevo non sarebbe tornato
per stasera, ti prego, cerca di stare vicino a Luca, poi ti spiegherò –
“Stare
vicino a Luca? In che senso.” Perla era
confusa. Claudia si stava servendo di lei per crearsi un alibi? Non poteva
crederci.
Già.
Suo marito. Riflettendoci bene Perla ricordò di non averlo mai conosciuto, né
di aver sentito mai pronunciare il suo nome da Claudia. Incuriosita, Perla, col
piatto di carta ancora pieno di cibo, si appoggiò a uno stipite di una porta
della sala, si sporse appena quel tanto da poter sbirciare verso la porta
di casa.
Le
chiavi girarono nella tapparella. Lo vide entrare, aveva un completo beige e
teneva una ventiquattr’ore in mano. Il classico uomo d’affari, tutto d’un
pezzo. Andò diritto verso una stanza, che Perla pensò essere un ufficio, riuscì
subito e senza borsa, dirigendosi verso la cucina.
Perla
si ritrasse dal suo angolo per paura di essere vista. Poi sentì la voce di
Claudia che la chiamava dalla cucina:
- Perla! Vieni! –
Poggiò
il piatto , rimasto intatto sul tavolo delle portate, e si diresse in cucina.
Un
uomo stava appoggiato con un bicchiere a calice in mano, al lavandino della
cucina, era l’uomo che aveva visto entrare poco prima dalla porta di casa. - Ti presento Fulvio, mio marito -
Perla
si avvicinò. Lui le strinse la mano. E la guardò negli occhi mentre lo faceva.
A Perla questo piacque. Non sopportava la gente che si presenta restando a
testa bassa. Ma fu costretta a distogliere i suoi. Quegli occhi erano come
quelli di Caterina. Due occhi color nocciola, profondi, penetranti, che ti
scrutano e ti spogliano dentro, fino all’anima. E la stretta di mano era forte,
e sicura. A Perla chissà perché, le venne in mente Silvio, suo marito. Quasi lo
stesso sguardo, lo stesso sorriso, la stessa mano. Ritrasse la sua, e avvertì
come un formicolio in tutto il corpo.
Decisamente
Fulvio era un bel tipo, un po’ meno alto di Luca, ma aveva spalle larghe
e un fisico scolpito. Non bello ma affascinante. Suo malgrado si accorse di
arrossire
-
Scusate, - disse per togliersi dall’impaccio – vado a vedere se Lorenzo vuole
mangiare qualcosa - E si dileguò nella cameretta dei bambini.
Fulvio
prese parte ben poco alla compagnia, mangiò e se ne andò presto nel suo studio
, dichiarando che doveva finire di sistemare alcune cose. Perla accontentò
Claudia, e si trovò spesso in compagnia di Luca. Eppure le mancava la presenza
di Fulvio. Non capiva come Claudia potesse ere tanto attratta da Luca:
sicuramente era più giovane e più bello di suo marito, ma Fulvio aveva qualcosa
… Perla si domandò se non l’avesse già incontrato in un ‘altra vita.
Era
sul divano, così presa dai suoi pensieri, che non si accorse di una mano che le
porgeva un bicchiere. E le stava dando gli auguri:
- E’ mezzanotte - Fulvio le stava di fronte,
con un sorriso enigmatico sulle labbra, e la fissava. Le si avvicinò dandole un
bacio delicato su una guancia:
- Così tu saresti la mia cuginetta acquisita -
e il sorriso gli si aprì di più. Perla avvertì quasi un giramento di testa.
Quel modo di guardarla e quella voce, così suadente, così profonda, le
mettevano soggezione. Quando si era accostato, aveva avvertito il suo profumo
di pulito che l'aveva avvolta e per un momento le era parso si sentire lo stesso
profumo di Silvio. Lei sapeva, che se c'era una cosa che più la coinvolgeva di
un uomo, o la seduceva era il suo odore. Era una cosa alla quale lei non poteva
resistere, come un animale quando fiuta una preda. Diede la colpa delle
sue sensazioni a qualche bicchiere in più. In quel mentre Claudia entrò in
sala, col piatto delle lenticchie fumanti in mano, fascinosa ed elegante nel
suo passo, persino in quella situazione. Perla vide il sorriso spegnersi negli
occhi di Fulvio, che si scurirono, come se un’ombra fosse passata da quegli
occhi per oscurarne la luce.
- Scusami – le disse allontanandosi.
Perla
non ebbe tempo di pensare alle sue lenticchie. Seguì Fulvio col bicchiere in
mano che si allontanava dalla stanza. Ma qualcosa era rimasto di lui. Il suo
profumo, Perla si rese conto di essere turbata. C’era stato un momento in cui sarebbe
voluta entrare nei suoi occhi, per leggerci il perché di quelle ombre ...
Continuò a scambiarsi gli auguri con gli altri, lo spumante le stava giocando
un brutto tiro … Alla fine si ricompose e andò a fare gli auguri a suo figlio e
a Caterina.
Quella
sera non vide più Fulvio, neanche quando si accomiatò da Claudia per andare
via. L'abbracciò forte e la ringraziò:
- Sono stata magnificamente - le disse, ed era
vero. Non avrebbe dimenticato mai una sera come quella ed era tutto merito suo.
Quando si chiuse la porta alle spalle, una strana malinconia la pervase, ma
Fulvio era già nel dimenticatoio.
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