CAPITOLO 3
Quel
giorno Perla finse il mal di testa più forte della sua vita.
Sapeva
che alla fine sarebbe dovuta uscire dal guscio, cercava di ripetersi che era
tutto a posto, che era soltanto la sorpresa a giocarle brutti scherzi ed era
normale essere un po’ eccitati e imbarazzati insieme, ma in cuor suo sentiva
che era qualcosa di più.
Paura,
Perla aveva paura, per qualche brutto scherzo del destino lui era ancora e di
nuovo là, a turbare la sua tranquillità, quella tranquillità che anni c’era voluta
a ricostruire, quell’equilibrio raggiunto con tanta fatica; oppure no, aveva
sempre mentito a se stessa e forse lui non era mai uscito dalla sua vita,
semplicemente lei lo aveva volutamente accantonato, per non soffrire ancora.
E
se così fosse, era stata brava, e adesso? Adesso doveva rovinare tutto?
Perché
non poteva essere che tre settimane si può condividere da buoni vicini di
vacanza senza che accada nulla?
No,
non può essere e Perla lo sapeva. Era convinta, già dal primo sguardo al
mercato, che Fulvio, lo sapeva benissimo ... anche lui.
Alla
fine, verso l’ora di cena, Perla si fece coraggio; comunque non poteva restare
chiusa tre settimane in camera, prima o poi doveva affrontare tutto questo ,
doveva farlo, se non altro per Valerio.
Si
alzò e andò in bagno, mentre si lavava, decise di parlarne con Valerio, almeno
dal bagno avrebbe nascosto ogni emozione e si sarebbe risparmiata l’
espressione di Valerio alla notizia.
-
Ah, - fece con la naturalezza più
possibile nella voce - Non puoi capì’! Indovina chi ho incontrato e sta nello
stesso nostro albergo?! - decise di risparmiarsi i particolari per non
infierire di più
-
chi? - domandò da dietro la porta Valerio
-
Fulvio. - rispose Perla con finta disinvoltura.
-
Fulvio chi?-
-
Quanti Fulvi conosciamo? Anzi conosco, perché tu lo conosci attraverso me.
Fulvio, il mio ex … - Perla abbassò il getto della doccia per udire meglio il
commento di Valerio.
Silenzio,
poi soltanto:
- Ah, e com’è?-
Se
lo aspettava, Valerio era così, Perla sapeva cosa stava pensando , ma come
sempre evitava di fare il geloso e questo un po’ la adirava, come spesso
accadeva. Possibile che non percepiva il pericolo nell’aria? Che fosse così
cieco? Tutte le volte che per un qualsiasi motivo Perla nominava Fulvio, nel
bene e nel male, i suoi occhi cambiavano , ora le brillavano, ora le
passava un ombra, erano passati anni e sempre così, possibile che Valerio non
se ne fosse mai accorto? Possibile?
-
Bo, bè lui sai è di queste parti, comunque non è solo, c’è anche Amelia -
Nessun
commento. Perla immaginava Valerio fuori dal bagno, sdraiato sul letto, con le
braccia dietro la nuca, appoggiato alla spalliera che rifletteva…e invece forse
no, udì il rumore del televisore che si accendeva… tutto normale … sentì la
rabbia salirle dentro.
Intanto
lei si cominciò a osservarsi allo specchio, qualche anno in più si vedeva
tutto, ma gli occhi erano ancora giovani e quella sorta di eccitazione giovava
alla sua bellezza.
Riassaporò
il piacere di guardarsi e giudicarsi, di farsi bella e inconsciamente si passò
una mano su una spalla come ad accarezzarsi , ma in quella carezza c’era
qualcuno che non doveva esserci e ne ebbe paura.
Doveva
smetterla! E subito!
Lei
amava Valerio, ormai da anni, non c’era posto per nessun altro ... e basta.
Ma
perse più tempo del previsto nel scegliere cosa indossare per cena. Alla
fine optò per la cosa più semplice possibile, jeans e canotta, ma abbastanza
stretti da far risaltare le forme.
-
Sei bella – le disse Valerio , ma non faceva testo, lui glielo diceva sempre.
Nell’ascensore
Perla cercò di parlare del più e del meno, di cosa si aspettava per cena,
cercando di comandarsi a non pensare, ma tutto il suo essere era un turbine di
emozioni contrastanti.
La
musica riempiva la sala, in alto a destra su un palco allestito una band
suonava musica soft in sottofondo deliziando i commensali. Più tardi per chi
avesse gradito, si ballava.
L’hotel
aveva previsto due sale accessoriate di pista;
una interna con pianobar l’altra
allestita sulla spiaggia ,con una piccola orchestrina per i più romantici, ma
c’era anche musica da discoteca per i più giovani.
Perla,
per mano a Valerio, andò di filato al tavolo, evitando il più possibile di
guardarsi intorno. Valerio era sempre uguale, come se la novità non lo avesse
toccato più di tanto.
Comunque
alla fine la serata si svolse bene e senza incontri, giacché di Fulvio e
Amelia, nemmeno l’ombra per tutta la sera, e nemmeno dopo, quando decisero con
Valerio di andare a ballare in spiaggia.
Quando
tornarono in camera, Perla andò in bagno a struccarsi.
Era
stanca e depressa. Avrebbe dovuto essere felice per non averlo incontrato e
invece si accorse di essere rimasta delusa. Lui chissà dov’era con Amelia, e
sicuramente in questo momento non pensava a lei, nemmeno un po’ di quanto lei
tutta la sera avesse pensato a lui.
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