domenica 23 settembre 2012

CAPITOLO 3





CAPITOLO 3

Quel giorno Perla finse il mal di testa più forte della sua vita.
Sapeva che alla fine sarebbe dovuta uscire dal guscio, cercava di ripetersi che era tutto a posto, che era soltanto la sorpresa a giocarle brutti scherzi ed era normale essere un po’ eccitati e imbarazzati insieme, ma in cuor suo sentiva che era qualcosa di più.
Paura, Perla aveva paura, per qualche brutto scherzo del destino lui era ancora e di nuovo là, a turbare la sua tranquillità, quella tranquillità che anni c’era voluta a ricostruire, quell’equilibrio raggiunto con tanta fatica; oppure no, aveva sempre mentito a se stessa e forse lui non era mai uscito dalla sua vita, semplicemente lei lo aveva volutamente accantonato, per non soffrire ancora.
E se così fosse, era stata brava, e adesso? Adesso doveva rovinare tutto?
Perché non poteva essere che tre settimane si può condividere da buoni vicini di vacanza senza che accada nulla?
No, non può essere e Perla lo sapeva. Era convinta, già dal primo sguardo al mercato, che Fulvio, lo sapeva benissimo ... anche lui.
Alla fine, verso l’ora di cena, Perla si fece coraggio; comunque non poteva restare chiusa tre settimane in camera, prima o poi doveva affrontare tutto questo , doveva farlo, se non altro per Valerio.
Si alzò e andò in bagno, mentre si lavava, decise di parlarne con Valerio, almeno dal bagno avrebbe nascosto ogni emozione e si sarebbe risparmiata l’ espressione di Valerio alla notizia.
- Ah, -  fece con la naturalezza più possibile nella voce - Non puoi capì’! Indovina chi ho incontrato e sta nello stesso nostro albergo?! - decise di risparmiarsi i particolari per non infierire di più
- chi? - domandò da dietro la porta Valerio
- Fulvio. - rispose Perla con finta disinvoltura.
- Fulvio chi?-
- Quanti Fulvi conosciamo? Anzi conosco, perché tu lo conosci attraverso me. Fulvio, il mio ex … - Perla abbassò il getto della doccia per udire meglio il commento di Valerio.
Silenzio, poi soltanto:
 - Ah, e com’è?-
Se lo aspettava, Valerio era così, Perla sapeva cosa stava pensando , ma come sempre evitava di fare il geloso e questo un po’ la adirava, come spesso accadeva. Possibile che non percepiva il pericolo nell’aria? Che fosse così cieco? Tutte le volte che per un qualsiasi motivo Perla nominava Fulvio, nel bene e nel male, i suoi occhi cambiavano , ora le brillavano, ora le  passava un ombra, erano passati anni e sempre così, possibile che Valerio non se ne fosse mai accorto? Possibile?
- Bo, bè lui sai è di queste parti, comunque non è solo, c’è anche Amelia -
Nessun commento. Perla immaginava Valerio fuori dal bagno, sdraiato sul letto, con le braccia dietro la nuca, appoggiato alla spalliera che rifletteva…e invece forse no, udì il rumore del televisore che si accendeva… tutto normale … sentì la rabbia salirle dentro.
Intanto lei si cominciò a osservarsi allo specchio, qualche anno in più si vedeva tutto, ma gli occhi erano ancora giovani e quella sorta di eccitazione giovava alla sua bellezza.
Riassaporò il piacere di guardarsi e giudicarsi, di farsi bella e inconsciamente si passò una mano su una spalla come ad accarezzarsi , ma in quella carezza c’era qualcuno che non doveva esserci e ne ebbe paura.
Doveva smetterla! E subito!
Lei amava Valerio, ormai da anni, non c’era posto per nessun altro ... e basta.
Ma perse più tempo del previsto nel scegliere cosa indossare per cena. Alla fine optò per la cosa più semplice possibile, jeans e canotta, ma abbastanza stretti da far risaltare le forme.
- Sei bella – le disse Valerio , ma non faceva testo, lui glielo diceva sempre.
Nell’ascensore Perla cercò di parlare del più e del meno, di cosa si aspettava per cena, cercando di comandarsi a non pensare, ma tutto il suo essere era un turbine di emozioni contrastanti.
La musica riempiva la sala, in alto a destra su un palco allestito una band suonava musica soft in sottofondo deliziando i commensali. Più tardi per chi avesse gradito, si ballava.
L’hotel aveva previsto due sale accessoriate di pista;  una  interna con pianobar l’altra allestita sulla spiaggia ,con una piccola orchestrina per i più romantici, ma c’era anche musica da discoteca per i più giovani.
Perla, per mano a Valerio, andò di filato al tavolo, evitando il più possibile di guardarsi intorno. Valerio era sempre uguale, come se la novità non lo avesse toccato più di tanto.
Comunque alla fine la serata si svolse bene e senza incontri, giacché di Fulvio e Amelia, nemmeno l’ombra per tutta la sera, e nemmeno dopo, quando decisero con Valerio di andare a ballare in spiaggia.
Quando tornarono in camera, Perla andò in bagno a struccarsi.
Era stanca e depressa. Avrebbe dovuto essere felice per non averlo incontrato e invece si accorse di essere rimasta delusa. Lui chissà dov’era con Amelia, e sicuramente in questo momento non pensava a lei, nemmeno un po’ di quanto lei tutta la sera avesse pensato a lui.


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