CAPITOLO 12
La
luce penetrava prepotente nella tenda, fuori, sulla spiaggia, doveva
esserci già movimento, quando Perla si risvegliò.
Allungo
istintivamente una mano, come era abituata ormai da
anni,
alla ricerca di Valerio, ma lui non era accanto a lei; evidentemente si era già
svegliato.
Si
alzò di soprassalto. Che ora era? E quanto aveva dormito?
Poi
ricordò, i giochi! Quella mattina c’erano i giochi!!!
Si
costrinse ad alzarsi di corsa, sebbene un po’ riluttante. Non ricordava ne
quando, ne come si era addormentata, ma ricordava benissimo gli eventi della
notte.
Istintivamente
si accarezzò il collo, in cerca ancora delle labbra che Fulvio aveva lasciate
stampate su di esso:
Fulvio
dov’era? Era mai andato a dormire? Lei non ricordava di averlo visto entrare, e
Amelia, non c'era neanche lei. Perla era sola in tenda, tutti già in piedi.
Stava
ancora raccogliendo i suoi pensieri quando Valerio entrò nella tenda.
- Finalmente! Dormigliona! A quanto vedo ci
vuole una tenda per darti dormire! – le sorrise e in un attimo le fu accanto,
l’abbracciò teneramente e la baciò.
-
Quasi, quasi mi viene una voglia – e dicendolo la gettò sul sacco a pelo
accompagnandola
Perla
era un po’ infastidita, e allo stesso tempo le veniva da ridere, era difficile
resistere a Valerio. Lui aveva sempre un modo dolcissimo di
prenderla, ma dopo quella notte,
lei si sentiva diversa , aveva realizzato di non amarlo e fingere era una
tortura. Stava facendosi del male, ma nello stesso tempo non sarebbe mai
riuscita a fare del male a Valerio. Si domandò se poche ore prima, se Fulvio
avesse calcato la mano, sarebbe stata dello stesso avviso, e la risposta non le
piacque.
-
Dai smettila, potrebbero arrivare gli altri. – E così dicendo lo allontanò da
s,e
Valerio
insistette:
-
No, non arrivano gli altri, sono andati in paese a prendere l’acqua e il pane
per oggi, Amelia ha detto che le sembrava giusto toccasse a loro, e poi Fulvio
ha detto che voleva tornare in tempo per i giochi, per cui abbiamo un’oretta
tutta per noi, mi sembra un peccato sprecarla così..- così dicendo le si
riavvicinò e baciandola cominciò a palparle il seno.
Perla
era combattuta, non voleva restare, ma non poteva rifiutarsi, il suo cuore non
ne voleva sapere, ma Valerio continuava a toccarla e ben presto lei si cominciò
a scaldare.
S’impose
di non pensare a Fulvio, cercando di non rovinare tutto.
Le
mani di Valerio erano ormai dappertutto, e lei sperò che lui entrasse presto in
lei e tutto finisse altrettanto presto, si sentiva soffocare, ma allo stesso
tempo il suo corpo voleva.
Quando
lui la penetrò emise un gemito di piacere e si concentrò sui movimenti.
Le
era stato sempre difficile sincronizzarsi con Valerio, lei adorava sentirlo
dolcemente, muovendo i corpi lentamente per assaporare meglio ogni piccola
sensazione, ogni piccolo spasimo, lui invece aveva bisogno di un ritmo
frenetico e selvaggio.
Alla
fine comunque entrambi riuscivano a soddisfarsi , merito dei tempi lunghi di
Valerio, e Perla sperò che stavolta si smentisse.
Con
Fulvio era diverso; Fulvio assecondava sempre i suoi tempi e i corpi si
muovevano all’unisono.
Erano
come un’orchestra che va a tempo , e finita la prima canzone ce n’era sempre
un’altra e un’altra ancora, senza saltare mai un accordo.
Perla
non ricordava più l’amore così, da quando con lui era finita, ed era una delle
cose che più l’aveva fatta star male.
Quando
i loro corpi giacquero esausti Perla strinse a se Valerio.
Lui
aveva la testa poggiata sul suo petto, respirava lentamente e ogni tanto le
baciava il collo, Perla realizzò che erano nudi
-
Sarà meglio che ci muoviamo,- disse a Valerio spostandolo, - non vorrei che
tornino gli altri e ci trovino così.
-
Creperebbero d’invidia ,ma poi che ne sai, magari loro si sono allontanati con
lo stesso motivo ..hi, hi. - Valerio fece una risatina, non sapendo che Perla ,
a quelle parole , sentì come una pugnalata trafiggerla. Ma non aveva diritto di
essere gelosa: che aveva fatto lei, con Valerio , fino a due minuti fa?
Come
poteva pretendere che Fulvio non facesse altrettanto con Amelia, e Fulvio per di
più era un uomo e che UOMO.
Lottando
con la marea dei sentimenti che la travolgeva, Perla si alzò, comunicò a
Valerio la sua intenzione di allontanarsi per i suoi bisogni:
- Dopo se ti va, andiamo a fare il bagno
insieme, mi devo lavare. -
-Ok,
-. fece di rimando Valerio. - Io ti
aspetto qui, non metterci due ore -
"
Da quale pulpito" pensò Perla. Lui deteneva il primato della lungaggine,
anche quando dovevano uscire, lei era pronta sempre prima di lui, nonostante
perdesse tempo per truccarsi.
Tornata
dai suoi bisogni primari, si avvicinò alla riva, aveva bisogno di restare sola
un po’ di più, dopo sarebbe tornata a chiamare Valerio, ma adesso non poté
resistere alla limpidezza di quel mare che la chiamava.
L’acqua
era molto fredda e lei s’immerse lentamente, bagnandosi un po’ per volta, prima
di lasciarsi scivolare dentro per intera.
Intorno
qualche compagno di viaggio già stava facendo il bagno.
Realizzò
che non doveva essere tardissimo, perché ancora non c’era molto fermento, poi
ricordò i giochi e decise di andare a chiamare Valerio.
Corse
bagnata nella tenda, col chiaro intento di dirgli di spicciarsi.
Entrò
trafelata, rovinando in pieno su Fulvio , il quale nel frattempo con Amelia,
era tornato.
- Credo
di essere stato colpito da un tir in corsa - scherzò lui.
Non
era ‘il Fulvio’ del giorno prima, sembrava tornato il suo buonumore e i suoi
occhi non erano più cattivi, ma dolci e ‘birichini’ come il suo sorriso, che
adesso l’attraversava dalla pelle al cuore, togliendole il respiro.
-
Oddio, scu...scusa – balbettò Perla, arrossendo e abbassando lo sguardo. Non
riusciva a guardarlo, dopo quella notte, sapeva che lui ci avrebbe letto tutto
il suo turbamento e lei non voleva mettere a nudo i propri sentimenti.
Sperò
che agli altri fosse sfuggito il colorito apparso sulle sue gote, e si girò su
se stessa , chinandosi e fingendo di aver perso qualcosa nell’urto.
-
Hai perso qualcosa?- le domandò Amelia - ti serve una mano?
-
Avevo preso una bella conchiglia, - mentì Perla , rallegrandosi con se stessa
per la bugia repentina - ma non capisco proprio dove sia finita.
- Bè, la troveremo poi - tagliò corto Fulvio,
venendo in suo aiuto, quasi avesse intuito la menzogna.
- Stanno per cominciare i giochi, ci sono in
palio bei premi e per nulla al mondo me li voglio perdere - ed uscì dalla tenda
- Hai fatto il bagno da sola – la rimproverò
Valerio - e adesso io?
- Non
potevo aspettare, dovevo lavarmi, o vuoi spiegazioni più dettagliate? Ero corsa
apposta per chiamarti, se c’è tempo possiamo ancora farlo. -
- Non
credo, -- intervenne Amelia - interrompendo il loro discorso. Si era appena
affacciata sulla tenda, venendo da fuori
– Sono tornata appunto a chiamarvi, stanno
scegliendo le coppie e… voi partecipate entrambi? -
Valerio
e Perla si guardarono, presi alla sprovvista dalla domanda si guardarono.
- Perché non c’è posto? – Perla pensò che forse poteva partecipare
solo una coppia a tenda, e stava per adirarsi con se stessa per aver tardato.
- No,
scusate è una domanda stupida, è chiaro che parteciperete assieme, no perché
vedete io con questo genere di cose non mi raccapezzo , so che Fulvio ci tiene
molto, lui è un vincente di natura e avevo sperato che magari uno dei due, cioè
insomma tu Valerio , op, ma scusami, non avrei dovuto ne pensarlo , ne dirlo. -
Amelia era imbarazzata.
Voleva
che Valerio non partecipasse e che lei facesse coppia con Fulvio?! Assurdo!!!
E
invece con sua grossa, grossissima sorpresa sentì Valerio dire:
- A dire il vero Amelia mi toglieresti un gran
peso, e non lo faccio per te giuro, ma anch’io non sono tagliato per
queste cose. Però non vorrei che Perla ci rimanesse male. -
Perla
non credeva alle sue orecchie:
La
stava mandando ai giochi, in coppia con Fulvio, con il suo ex! Non era
possibile, non sapeva se essere felice perché avrebbe diviso le sue emozioni
con Fulvio o essere altrettanto adirata con Valerio per il suo maledetto
egoismo e menefreghismo.
Bè
se l’era voluta, lei non avrebbe perso quei giochi per nulla al mondo
Si
girò verso Amelia:
- Ma Fulvio lo sa? -
-Si,
ne abbiamo parlato, all’inizio ci è rimasto un po’ male, ma quando le ho detto
che vi avrei fatto questa proposta , è sembrato sollevato, lui ci tiene molto a
questi giochi, ama le sfide, dice che è venuto più per questo, che per tutto il
resto, e poi ci sono in palio bellissimi premi, tra cui l’ultimo i pad, il mac
,l’ultimo samsung, e i soliti prosciutti etc..
- Ok
andiamo allora, però c’è un problema, dovessimo vincere uno solo di quei premi
, chi se lo prende?-
- E’
un dettaglio che discuteremo poi - sorrise Amelia rinfrancata dalla decisone di
Perla – Vedrai che troveremo il modo di accordarci -
E
seguì Perla e Valerio all’uscita della tenda.
Arrivarono
che già i concorrenti erano schierati.
Stavano
distribuendo le magliette di colore diverso per ogni coppia, Perla si lasciò
dietro Valerio ed Amelia e si avvicinò a Fulvio.
Lui
le sorrise grato, il suo sguardo l’ accarezzò dalla testa ai piedi, lei pregò
che non cominciasse così, altrimenti erano già persi, era difficile
concentrarsi sui giochi con lui vicino che la guardava in quel modo.
Si
girò ancora verso Amelia e Valerio che con il pollice alzato li incitavano.
Le
passarono le magliette, a loro toccò il giallo.
La
loro pelle brillava sotto il sole, al contrasto con il colore.
Perla
soffocò un esclamazione di meraviglia e apprezzamento quando guardò Fulvio,
l’avrebbe semplicemente mangiato tanto era bello; lo vide concentrato , tutti i
nervi tesi, i muscoli pronti, il viso emanava una forza di uomo , che la
travolgeva e le faceva perdere i sensi.
S’impose
di pensare ai giochi, doveva essere all’altezza, non poteva deluderlo.
Conosceva Fulvio e sapeva che ne avrebbe dato il massimo . Lui, anche nel gioco
si prendeva spesso troppo sul serio, se non avessero vinto nulla , non glielo
avrebbe perdonato, specie fosse stato per causa sua.
- Ma vinceremo .- Perla lo disse a se stessa,-
vinceremo.
Il
primo gioco, il più scontato, la corsa nel sacco.
Perla
pensava che sarebbero stati divisi tra maschi e femmine, invece con sua grande
sorpresa realizzò che avrebbero corso insieme.
Non
lo trovava giusto, ma in fondo perché una donna non poteva battere un uomo? E
difatti non solo arrivò seconda, ma avanti persino a Fulvio che si congratulò
con lei
- Sei
stupefacente, quale sorpresa mi riserverai ancora? -
- Caro
mio, forse ci sono ancora molte cose che non conosci di me - e lo
sfidò con lo sguardo carico di sottintesi.
Lui
la guardò negli occhi, così profondamente da farle capire di aver ben raccolto
le parole e il loro significato, fece per toccarla, poi si ritrasse, conscio
della presenza di Valerio e Amelia che li guardavano dal lato degli spettatori.
Il
secondo gioco era nell’acqua.
Avrebbero
dovuto far scoppiare dei palloncini legati in alto tra loro tra due pali.
L’uomo
sarebbe stato bendato in acqua, la donna, cavalcioni su di lui, armata di
bastone , avrebbe dovuto dare istruzioni all’uomo per il tragitto e doveva
scoppiare quanti palloni più possibile in un certo tempo.
Perla
si augurò di essere all’altezza.
Fulvio
sparì sotto di lei , e un attimo dopo lei si sentì salire in alto, lui aveva la
testa fra le sue gambe e lei si resse appoggiandosi al suo cranio finché non
trovò l’equilibrio giusto.
- Trovo che questo gioco, ha un so che di
erotico, credo che sia uno dei miei preferiti - ammiccò dal basso maliziosamente Fulvio.
-
Spiritoso. - commentò Perla, mentre il
fischio d’avvio arrivava alle sue orecchie.
Partirono
come razzi, Perla non poteva crederci, anche da bendato Fulvio le trasmetteva
una sicurezza infinita.
Lei
non aveva bisogno di parlare molto, era come se lui il tragitto l’avesse lì,
nella sua testa. Lo sentiva sicuro e forte sotto di se , addirittura era lui a
urlarle consigli, quando lei aveva difficoltà a rompere i palloncini, e
questa volta , per un palloncino a favore vinsero la gara.
Valerio
e Amelia urlavano e l’incitavano e si misero a saltare dalla gioia quando si
avvidero che avevano vinto.
E
anche Fulvio e Perla presi dall’euforia, si abbracciarono, poi lui la prese in
braccio e la fece girare, Perla chiuse gli occhi, lasciandosi trasportare da
quelle braccia forti, poi, gli gettò le braccia al collo, era come se tutto
fosse scomparso, il mare , i giochi, gli spettatori …
Si
sentì rimettere giù, lentamente, aprì gli occhi, sospesa ancora tra le sue
braccia, e guardò dritto negli occhi di Fulvio. Si sentì persa. Lui la
voleva, lui l’amava, ne era certa .. adesso.
Passarono
al terzo gioco.
Dovevano
raccogliere in cinque minuti , più conchiglie possibile, che sarebbero state
giudicate non solo per la quantità, ma anche per la bellezza.
Un
gioco semplice e non molto costruttivo dal punto di vista atletico, nel quale
non si distinsero un granché
Il
quarto e penultimo gioco era di nuovo in acqua.
C’era
un percorso ad ostacoli, che avrebbero dovuto percorrere, la donna avanti e
l’uomo dietro, alcune volte sott’acqua, come infilarsi sotto delle sbarre o
entrare in dei tubi, altri a filo d’acqua come nuotare in una ciambella o
salire e remare insieme su una canoa, arrampicarsi su una sorta di palo,
prendere una bandierina e ripartire, il tutto alternandosi, nuotando e
camminando , secondo la regola imposta.
Era
un tragitto lungo e lì avrebbero dovuto dare il meglio.
Partirono
decisi e concentrati, Fulvio, più in forma e più allenato di Perla che da anni
non nuotava in quel modo e mancava dalla palestra, spesso l’aiutava.
Nel
farlo le cingeva la vita con le braccia e la sospingeva, sott’acqua le sue mani
si attardavano più a lungo su di lei e spesso lei avrebbe abbandonato la gara e
sarebbe restata lì per farsi prendere e lasciare mai più.
Ma
non doveva distrarsi, verso la fine era davvero esausta, non sapeva in che
posizione si trovassero rispetto agli altri concorrenti;
mancava
soltanto di salire sulla canoa e arrivare fino al traguardo, ma le forze erano
allo stremo. I suoi nervi erano tesi come corde di violino, ma nonostante
quanti più sforzi facesse non riusciva a issarsi sulla canoa.
Fulvio
percepì la sua difficoltà, in un attimo le fu a fianco e presala dalla vita
l’aiutò, poi s’issò a sua volta e cadde su di lei, sdraiata ancora sul fondo
della canoa.
Fu
un attimo eterno, lei , sotto di lui, , imprigionata dal suo corpo e con le
braccia alzate, sembrò pregarlo di baciarla, ma non ne ebbe bisogno.
Sentì
le sue mani che le sollevavano i fianchi , aderì al suo corpo e si lasciò
trascinare dalle sue labbra, poi lui la lasciò e la tirò su:
- Se
mi fai perdere questa gara te la faccio pagare .- Le sorrise , come a sottolineare la
maliziosità di quelle parole.
Lei
stette al gioco:
- Non
credo sia tutta colpa mia e caso mai sei tu che l’hai fatta perdere a me, eri
tu a stare sopra, non io -
E
mentre parlavano remavano come forsennati.
E
Fulvio, che davvero non conosceva in fondo Perla non si sarebbe mai aspettato
di vederla remare in quel modo.
Era
la cosa che amava fare di più quando frequentava la palestra, era la cosa che
amava fare da ragazza, quando in vacanza con i genitori passava ore remando su
un grosso canotto.
Arrivarono
primi anche stavolta.
Dalle
file degli spettatori Amelia e Valerio osservavano e facevano il tifo.
Ma
a nessuno dei due era sfuggito l’attimo in cui Fulvio e Perla erano scomparsi
sul fondo della canoa; cosa stava accadendo?
Amelia
si era girata confusa verso Valerio, ma lo aveva visto impassibile guardare
verso la canoa, e aveva preferito non parlare, forse stava solo fantasticando,
forse era stato un errore far gareggiare Perla con Fulvio, e se ci fosse
qualcosa che lei non sapeva? Cercò le risposte nello sguardo di Valerio, ma lui
non tradiva la minima emozione, pensò che doveva tenere a bada quel suo
cervellino che viaggiava troppo, ma poi rivide le braccia di Fulvio che
tiravano su Perla, lo vide come la rimetteva giù, troppo lentamente perché i
corpi non si sfiorassero , li vide sorridenti guardarsi negli occhi, no, non si
sbagliava, c’era qualcosa, qualcosa che lei non conosceva e che doveva sapere.
Ancora
si girò verso Valerio, sperando in una conferma che non avrebbe invece voluto
udire, ma Valerio era una maschera vivente e continuava a fissare il traguardo.
Guardò
nella sua stessa direzione, giusto in tempo per vedere Fulvio e Perla, che
felici e vincenti tagliavano il traguardo.
Un
attimo dopo Fulvio tirava ancora su Perla le la faceva girare, girare, la canoa
ondeggiò e finirono abbracciati in acqua. Quando ricomparvero , erano ancora
abbracciati e ridevano, ridevano come matti.
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