martedì 4 settembre 2012

CAPITOLO 23



CAPITOLO 23

Da allora in poi, Perla rivisse mentalmente come in un film a puntate, tutto il loro tempo assieme, tutto quello che li aveva uniti, e tutto quello che alla fine li aveva divisi.
E la risposta era sempre la stessa.
Claudia, era stata lei a unirli, ed era stata lei a dividerli.
Passarono un’estate fantastica, presi l’uno dall’altro, praticamente sempre insieme, tolti quei due giorni che Lorenzo tornava per il fine settimana. Allora lei preferiva allontanarsi e dedicare il suo tempo completamente a suo figlio.
Fulvio era diventato il fulcro della sua esistenza. Quando erano insieme, lei era felice e innamorata e l’amore con lui era un volo interminabile dal quale lei non tornava mai, come se un’altra parte dell’universo restasse lì per il tempo che volavano insieme e per il tempo dopo ancora.
Poi, quando a settembre Claudia tornò , dovettero ridurre gli incontri e non potevano vedersi più in casa di lui.
Perla aveva difficoltà a lasciare Lorenzo.
Un paio di volte lo lasciò a Lucia, la quale molto discretamente si rifiutò di sapere ogni spiegazione:
- Non devi dirmi nulla, tranquilla. Lorenzo è in buone mani, divertiti.
Perla le era grata per quella sua discrezione.
Ma qualche volta fu costretta a ricorrere a Claudia.
Era stata proprio lei a insistere:
- Scusa, - le aveva detto - ma quante volte tu ci sei stata per me? E poi che problemi hai, lo sai quanto Lorenzo leghi con Caterina, figurati, poi stanotte non ci sarà nemmeno Fulvio, così non rompe le ‘palle’. -
E no, che non ci sarebbe stato Fulvio, dal momento che sarebbe stato con lei!
Dio che situazione bizzarra …
Ogni tanto Claudia cercava di saperne di più sulla sua relazione e Perla non si dava pace per le sue menzogne. Aveva inventato che era un suo vecchio collega del suo primo lavoro, che tornava ogni tanto da fuori, ma che la sua era una relazione sporca perché lui era  sposato e preferiva restare in incognita.
Claudia se l’era bevuta, ma lei poi, non era stata più capace di raccontarle la verità.
Durò così per un anno intero, poi tornò l’estate e di nuovo loro furono liberi di stare insieme.
Nel frattempo Claudia si era trovata un appartamentino appena fuori città, e c’era andata ad abitare con Luca.
Caterina non l’aveva seguita, cosicché Fulvio doveva dividersi tra sua figlia, il suo lavoro e suoi impegni.
Così in realtà soltanto  quindici giorni  del mese di agosto furono liberi di dedicarli a loro.
Poi Claudia un giorno
l’aveva chiamata, disperata.
Con Luca era finita. Finita per sempre. Lui l’aveva ingannata, lei non era la sola donna della sua vita e le aveva nascosto una seconda vita.
Perla aveva pena per lei e molto del suo tempo lo trascorse a consolare sua cugina.
Pensò a come si sarebbe sentita, in quel momento così fragile, se avesse scoperto anche il suo, di tradimento. Per fortuna, la casa dove Claudia era andata a vivere, era rimasta a lei, e lei aveva tutte le intenzioni di riprendersi Caterina con sé. Perla cercò d’immaginare la reazione di Fulvio a quella notizia. Forse, però, era meglio non immaginarla.
Allora Perla ebbe un‘idea.
All’insaputa di Claudia, avrebbe cercato di riunirli, a spese della sua felicità, per il bene che voleva a Claudia e per il bene di Caterina.
E anche per tutto il bene che voleva a Fulvio, lei si sarebbe messa da parte, e Claudia non avrebbe mai scoperto, che Perla proprio lei, aveva rinunciato a lui per la sua amicizia. Metteva così a tacere i suoi sensi di colpa e avrebbe rimediato, pur pagando caro, il suo tradimento.
E mentre l’idea prendeva sempre più forza nella sua mente, pianse tutte le lacrime del mondo.
Così una sera, come le altre, una di quelle che Fulvio aveva lasciato Caterina con la babysitter,  e lei ebbe lasciato Lorenzo da Lucia , s’incontrarono come sempre in un parcheggio poco distante dalle loro rispettive case.
In macchina Perla era stata stranamente silenziosa ed evitava di guardarlo.
Una volta, pur di non ammettere di essere follemente innamorata di lui, le disse che se si sarebbe attaccata troppo sarebbe fuggita da lui.
Perché lui, dopo tanto tempo insieme, non le aveva mai detto di amarla e a lei questo cuoceva, alimentava i suoi dubbi, benché lui le avesse confessato più volte di non riuscire ad esprimere le proprie emozioni.
Tanto meglio, se non la amava, sarebbe stato tutto più facile.
Mentre erano fermi in macchina, nei pressi di un parco, lei, quella sera senza guardarlo,glielo disse:
- Fulvio, io e te, non dobbiamo vederci più.
Fulvio era perplesso. Così, all’improvviso. Cos’era successo? Non credeva alle sue orecchie, pure non la contraddisse, in attesa che lei le fornisse ulteriori spiegazioni.
Ma Perla era assente, lontana e distrutta.  Continuava a guardare fuori dal finestrino, trattenendo le lacrime.
Lui le prese il mento tra le mani e la costrinse a guardarlo negli occhi.
Poi cominciò a baciarla.
La copriva di piccoli baci sulle labbra, sugli occhi, sulla fronte, lei sentì che doveva ricorrere a tutta la sua forza per tenere duro, altrimenti tutti i suoi buoni propositi sarebbero andati a farsi fottere.
Poi le sollevò di nuovo  il mento e la guardò intensamente:
- E’ davvero questo che vuoi? O c’è dell’altro?
E allora Perla glielo disse:
Per la prima volta, da quella notte al telefono , le nominò Claudia, le raccontò tutto, le parlò del bene per Caterina, lo pregò di tornare con lei.
Fulvio aveva ascoltato in silenzio. Più lei parlava, più la rabbia cresceva in lui. Mano, mano che lei continuava, le sue mani erano sempre più strette sul volante. In quel momento la odiava, sperava che i suoi motivi fossero altri, cercò di restare impassibile:
- E chi ti dice, che io sia disposto a tornare indietro? Di un po’ è stata lei a suggerirtelo?
- No, te lo giuro, lei non c’entra ,l’idea è solo mia, ma sento che in fondo lei ti vuole ancora bene, altrimenti non mi parlerebbe così spesso di te.
- E tu mi getteresti tra le sue braccia … esemplare. – Commentò in tono sarcastico Fulvio: - Solo che si dia il caso che da quest’altra parte ci sia io. E forse abbiamo fatto i conti senza l’oste. - Era sempre più adirato, ma non lo diede a vedere, cercando di restare calmo.
Lei continuò:
- Tanto poi lo sapevamo benissimo, che tra me e te non avrebbe funzionato.
- E che ti saresti allontanata … e tanti saluti… si lo so , non fai altro che ripetermelo, tutte le volte che siamo insieme, - la precedette piccato lui –
Si sentiva stanco, deluso e non aveva voglia di lottare.
Nel frattempo lei era scesa dalla macchina, e si era appoggiata allo sportello, non sopportava la sua calma, il suo sarcasmo.
Avrebbe voluto da lui un’altra reazione, magari una prova del suo amore. Che non era arrivata.
Fulvio era sceso, e girato intorno alla macchina l’aveva abbracciata.
Lei si era stretta a lui, suo malgrado.
Tacevano entrambi, ognuno dietro ai propri pensieri, ma non riuscivano a staccarsi.
Poi fu Perla a parlare.
Con la morte nel petto lo guardò.
- Portami a fare l’amore, se proprio deve finire , voglio lasciarti un bel ricordo - e cercò di sorridergli.
Ma Perla sbagliava, perché quella sera non finì proprio nulla, non quella sera.
Fu comunque l’inizio, l’inizio della fine.

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