CAPITOLO 23
Da
allora in poi, Perla rivisse mentalmente come in un film a puntate, tutto il
loro tempo assieme, tutto quello che li aveva uniti, e tutto quello che alla
fine li aveva divisi.
E
la risposta era sempre la stessa.
Claudia,
era stata lei a unirli, ed era stata lei a dividerli.
Passarono
un’estate fantastica, presi l’uno dall’altro, praticamente sempre insieme,
tolti quei due giorni che Lorenzo tornava per il fine settimana. Allora lei
preferiva allontanarsi e dedicare il suo tempo completamente a suo figlio.
Fulvio
era diventato il fulcro della sua esistenza. Quando erano insieme, lei era
felice e innamorata e l’amore con lui era un volo interminabile dal quale lei
non tornava mai, come se un’altra parte dell’universo restasse lì per il tempo
che volavano insieme e per il tempo dopo ancora.
Poi,
quando a settembre Claudia tornò , dovettero ridurre gli incontri e non
potevano vedersi più in casa di lui.
Perla
aveva difficoltà a lasciare Lorenzo.
Un
paio di volte lo lasciò a Lucia, la quale molto discretamente si rifiutò di
sapere ogni spiegazione:
- Non
devi dirmi nulla, tranquilla. Lorenzo è in buone mani, divertiti.
Perla
le era grata per quella sua discrezione.
Ma
qualche volta fu costretta a ricorrere a Claudia.
Era
stata proprio lei a insistere:
- Scusa,
- le aveva detto - ma quante volte tu ci sei stata per me? E poi che problemi
hai, lo sai quanto Lorenzo leghi con Caterina, figurati, poi stanotte non ci
sarà nemmeno Fulvio, così non rompe le ‘palle’. -
E
no, che non ci sarebbe stato Fulvio, dal momento che sarebbe stato con lei!
Dio
che situazione bizzarra …
Ogni
tanto Claudia cercava di saperne di più sulla sua relazione e Perla non si dava
pace per le sue menzogne. Aveva inventato che era un suo vecchio collega
del suo primo lavoro, che tornava ogni tanto da fuori, ma che la sua era
una relazione sporca perché lui era sposato e preferiva restare in
incognita.
Claudia
se l’era bevuta, ma lei poi, non era stata più capace di raccontarle la verità.
Durò
così per un anno intero, poi tornò l’estate e di nuovo loro furono liberi di
stare insieme.
Nel
frattempo Claudia si era trovata un appartamentino appena fuori città, e c’era
andata ad abitare con Luca.
Caterina
non l’aveva seguita, cosicché Fulvio doveva dividersi tra sua figlia, il suo
lavoro e suoi impegni.
Così in
realtà soltanto quindici giorni del mese di agosto furono liberi di
dedicarli a loro.
Poi
Claudia un giorno
l’aveva
chiamata, disperata.
Con
Luca era finita. Finita per sempre. Lui l’aveva ingannata, lei non era la sola
donna della sua vita e le aveva nascosto una seconda vita.
Perla
aveva pena per lei e molto del suo tempo lo trascorse a consolare sua cugina.
Pensò
a come si sarebbe sentita, in quel momento così fragile, se avesse scoperto
anche il suo, di tradimento. Per fortuna, la casa dove Claudia era andata a
vivere, era rimasta a lei, e lei aveva tutte le intenzioni di riprendersi
Caterina con sé. Perla cercò d’immaginare la reazione di Fulvio a quella
notizia. Forse, però, era meglio non immaginarla.
Allora
Perla ebbe un‘idea.
All’insaputa
di Claudia, avrebbe cercato di riunirli, a spese della sua felicità, per il
bene che voleva a Claudia e per il bene di Caterina.
E
anche per tutto il bene che voleva a Fulvio, lei si sarebbe messa da parte, e
Claudia non avrebbe mai scoperto, che Perla proprio lei, aveva rinunciato a lui
per la sua amicizia. Metteva così a tacere i suoi sensi di colpa e avrebbe
rimediato, pur pagando caro, il suo tradimento.
E
mentre l’idea prendeva sempre più forza nella sua mente, pianse tutte le
lacrime del mondo.
Così
una sera, come le altre, una di quelle che Fulvio aveva lasciato Caterina con
la babysitter, e lei ebbe lasciato
Lorenzo da Lucia , s’incontrarono come sempre in un parcheggio poco distante
dalle loro rispettive case.
In
macchina Perla era stata stranamente silenziosa ed evitava di guardarlo.
Una
volta, pur di non ammettere di essere follemente innamorata di lui, le disse
che se si sarebbe attaccata troppo sarebbe fuggita da lui.
Perché
lui, dopo tanto tempo insieme, non le aveva mai detto di amarla e a lei questo cuoceva,
alimentava i suoi dubbi, benché lui le avesse confessato più volte di non
riuscire ad esprimere le proprie emozioni.
Tanto
meglio, se non la amava, sarebbe stato tutto più facile.
Mentre
erano fermi in macchina, nei pressi di un parco, lei, quella sera senza
guardarlo,glielo disse:
- Fulvio,
io e te, non dobbiamo vederci più.
Fulvio
era perplesso. Così, all’improvviso. Cos’era successo? Non credeva alle sue
orecchie, pure non la contraddisse, in attesa che lei le fornisse ulteriori
spiegazioni.
Ma
Perla era assente, lontana e distrutta. Continuava a guardare fuori dal finestrino,
trattenendo le lacrime.
Lui
le prese il mento tra le mani e la costrinse a guardarlo negli occhi.
Poi
cominciò a baciarla.
La
copriva di piccoli baci sulle labbra, sugli occhi, sulla fronte, lei sentì che
doveva ricorrere a tutta la sua forza per tenere duro, altrimenti tutti i suoi
buoni propositi sarebbero andati a farsi fottere.
Poi le
sollevò di nuovo il mento e la guardò intensamente:
-
E’ davvero questo che vuoi? O c’è dell’altro?
E
allora Perla glielo disse:
Per
la prima volta, da quella notte al telefono , le nominò Claudia, le raccontò
tutto, le parlò del bene per Caterina, lo pregò di tornare con lei.
Fulvio
aveva ascoltato in silenzio. Più lei parlava, più la rabbia cresceva in lui. Mano,
mano che lei continuava, le sue mani erano sempre più strette sul volante. In
quel momento la odiava, sperava che i suoi motivi fossero altri, cercò di
restare impassibile:
- E
chi ti dice, che io sia disposto a tornare indietro? Di un po’ è stata lei a
suggerirtelo?
- No,
te lo giuro, lei non c’entra ,l’idea è solo mia, ma sento che in fondo lei ti
vuole ancora bene, altrimenti non mi parlerebbe così spesso di te.
- E
tu mi getteresti tra le sue braccia … esemplare. – Commentò in tono sarcastico
Fulvio: - Solo che si dia il caso che da quest’altra parte ci sia io. E forse
abbiamo fatto i conti senza l’oste. - Era sempre più adirato, ma non lo diede a
vedere, cercando di restare calmo.
Lei
continuò:
- Tanto
poi lo sapevamo benissimo, che tra me e te non avrebbe funzionato.
- E
che ti saresti allontanata … e tanti saluti… si lo so , non fai altro che
ripetermelo, tutte le volte che siamo insieme, - la precedette piccato lui –
Si
sentiva stanco, deluso e non aveva voglia di lottare.
Nel
frattempo lei era scesa dalla macchina, e si era appoggiata allo sportello, non
sopportava la sua calma, il suo sarcasmo.
Avrebbe
voluto da lui un’altra reazione, magari una prova del suo amore. Che non era
arrivata.
Fulvio
era sceso, e girato intorno alla macchina l’aveva abbracciata.
Lei
si era stretta a lui, suo malgrado.
Tacevano
entrambi, ognuno dietro ai propri pensieri, ma non riuscivano a staccarsi.
Poi
fu Perla a parlare.
Con
la morte nel petto lo guardò.
- Portami
a fare l’amore, se proprio deve finire , voglio lasciarti un bel ricordo - e
cercò di sorridergli.
Ma
Perla sbagliava, perché quella sera non finì proprio nulla, non quella sera.
Fu
comunque l’inizio, l’inizio della fine.
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