domenica 26 agosto 2012

CAPITOLO 32




CAPITOLO 32

Due giorni erano passati da quella sera.
Come previsto da Perla, Valerio non aveva appreso di buon umore la notizia che Fulvio avesse diviso il giorno di ferragosto con lei.
Sperò solo che lei fosse stata sincera fino all’ultimo e che non le avesse tenuto nascosto qualcosa.
All’inizio le aveva un po’ tenuto il muso. Poi lei era stata molto dolce con lui. Avevano fatto all’amore più volte e a lui erano scomparsi tutti i dubbi.
Non c’era nulla che lo facesse stare bene come sentirla sua.
Anche adesso, mentre lei, sdraiata sul lettino, agitava le gambe ascoltando la musica nelle cuffie, lui moriva dalla voglia di lei. Se non ci fosse stata tutta quella gente sulla spiaggia, l’avrebbe presa subito, in quell’istante. Decise di bagnarsi; meglio cacciare i bollenti spiriti.
A pochi passi dal loro ombrellone, due ragazzi abbracciati stavano ridendo. Erano Caterina e Daniele.
Il giorno dopo Ferragosto, con suo grande rincrescimento, Valerio si era reso conto che dividevano la stessa loro spiaggia. Temette d’incontrare Fulvio. Perla le aveva raccontato della mancanza di Amelia. Quindi, sarebbe stato ovvio, che anche lui avrebbe frequentato gli stessi luoghi della figlia. Fortunatamente, di Fulvio, in quei due giorni nemmeno l’ombra.
E anche Perla, quando la mattina aveva trovato in spiaggia Caterina aveva temuto e sperato insieme che ci fosse anche Fulvio, ma lui non si era fatto vedere.
E quando incontrò lo sguardo di Caterina, se ne guardò di fare domande.
Caterina, manco avesse indovinato il suo pensiero, l’aveva guardata con occhi maliziosi e indagatori.  Lei era stata costretta a distogliere subito i suoi per paura che la tradissero.
- Babbo è dovuto partire di nuovo. - Aveva detto a un certo punto, senza che lei glielo avesse chiesto - Il papà di Amelia è peggiorato. Mi ha detto che non sa se riuscirà a tornare, speriamo bene. - E aveva squadrato Perla per carpirne la reazione.
Perla si sentiva un po’ sollevata e un po’ triste al contempo.
Se Fulvio non fosse più tornato, lei, anche se molto lentamente e continuando a stare male, sarebbe tornata prima alla vita di sempre, senza rischiare nulla e senza grilli in testa.
Dall’altra parte significava rinunciare ancora al suo sogno e alla possibilità di viverlo ancora, intensamente.
Così, quella mattina Perla, la musica alle orecchie, si stava godendo un po’ di pace, sdraiata sul lettino.
Doveva cercare di godersi il più possibile, questi ultimi giorni di vacanze. Cercando di pensare il meno possibile, a lui, a Fulvio.
Mentre Valerio continuava a bagnarsi, decise di chiamare Lorenzo. Si alzò dal lettino e andò all’ombrellone a prendere il cellulare nella borsa.
‘Un messaggio’ – diceva il display.
- "Uff, le solite promozioni" - pensò mentre cliccava sui tasti per leggerlo.
Al mare è sempre difficile leggere il telefono. Il più delle volte gli schermi moderni, a contatto con la forte luce restano neri. Perla dovette più volte lottare per trovare la posizione giusta per leggere.
Alla fine sedette in terra, all’ombra, appoggiata al bastone che reggeva l’ombrellone.
Quando lesse il messaggio, il telefono le cadde quasi dalle mani:
- Se tutto va bene stasera sono giù. Se ti va un giro in bici fino al mare, liberati. Facciamo stanotte all’una, quando tutti dormono.  Ti vengo a prendere in bici, un bacio F.-
Inutile dire che Perla sapesse benissimo chi era F.
Cancellò il messaggio e ripose il cellulare in borsa.
Le gambe non le reggevano.
Era un rischio grosso. Come avrebbe fatto ad allontanarsi dalla sua stanza? E che scusa avrebbe trovato a Valerio, se mai lui si fosse svegliato?
Il solo porsi le domande, fu l’esito di un'unica risposta. Lei voleva, a tutti i costi, stare con Fulvio, quella sera.
Tutto il giorno fu pervasa da una sorta di frenesia interna.
L’ansia la struggeva.
Non riusciva più a stare tranquilla. Così pensò che doveva trovare qualcosa per occupare la mente. Propose a Caterina di uscire insieme nel pomeriggio, a fare un giretto nella parte alta della città, dove erano i negozi.
Caterina ne fu entusiasta: - Senza uomini però, - dichiarò – - quando vuoi fare shopping, sono una palla al piede. –
Perla convenne che aveva ragione. Solo che in quel caso avrebbe preferito che Valerio andasse.
Forse, se si fosse stancato la notte avrebbe dormito più profondo.
Si odiò per avere avuto quel pensiero. Stava diventando diabolica. E tutto questo a causa di Fulvio.
Alla fine si misero d’accordo per andare insieme. Però, dopo i ‘maschietti’ si sarebbero divisi da loro, e sarebbero andati  per conto loro.
Appuntamento al ritorno davanti al centro commerciale.
La compagnia di Caterina era straordinariamente piacevole. Perla si accorse di legare con lei, addirittura ancor più di quanto non legasse con la madre.
Nonostante fossimo negli ultimi giorni di agosto, c’era ancora molto turismo e i negozi erano pieni, alla fine Caterina comprò per se un bel paio di scarpe.
Perla cercò un paio di jeans a pinocchietto. Pensava d’indossarli quella sera. Mentre si specchiava, immaginava lo sguardo di Fulvio su di se. Caterina insistette per regalarle una maglia che sposava con il sotto.
Quando Perla, mise entrambi i capi e si guardò nuovamente allo specchio, si compiacque di quello che vide.
 - "Non è vero che l’abito non fa il monaco. Quei vestiti indosso le toglievano dieci anni “- rifletté, e trovò conferma ai suoi pensieri nelle parole di Caterina che si complimentava con lei:
- Certo che a te il tempo non ti passa- le disse, mentre la squadrava da cima a fondo.
Mentre Perla rientrava in camerino, Caterina stava valutando se era il caso di provare a forzare la mano. Avrebbe preso il discorso alla larga, magari chissà, Perla si sarebbe aperta.
Aveva notato che Perla, da quella mattina era stranamente più allegra del solito. E non era una coincidenza che suo padre l’aveva chiamata per dirle che la sera sarebbe tornato, ma di nuovo senza Amelia.
“ E meno male”- Pensò Caterina. Non aveva mai avuto nulla contro Amelia. Ma non amava il suo modo di fare affettato e lascivo nei confronti del padre.
Forse era un pizzico di gelosia, a farla sentire così nei suoi confronti, perché fondamentalmente era una brava donna, ma nonostante ci avesse provato in tutti i modi, non era riuscita mai ad entrare in sintonia con lei.
Lei amava le donne combattive, come era lei, com’era Perla, e nonostante il rancore verso sua madre, riconosceva che anche Claudia faceva parte di quella categoria.
Davvero non capiva, cosa avesse trovato suo padre in Amelia.
Girarono ancora tra i reparti. A quel punto Caterina ebbe un’idea:
 - Stavo pensando di fare una sorpresa a babbo e acquistare qualcosa per lui. Per Daniele non ho problemi, ma con babbo non so mai decidermi. Potresti aiutarmi a trovare qualcosa?-
Perla arrossì leggermente, ma riuscì a mantenersi abbastanza distaccata.
- Bè, ci provo, non è che conosca molto bene i gusti di tuo padre, - mentì- però credo che se vai su una polo firmata, non sbagli mai, oppure una bella camicia.
Non so quanto vuoi spendere, altrimenti anche una cravatta che può addirsi con i suoi completi, visto che per lavoro li usa molto.  Anche una  borsa ventiquattr’ore o una cinta di pelle… -
E fortuna che non lo conosceva abbastanza! Caterina la guardò divertita e la buttò lì:
- Meno male che non lo conosci - le disse ridendo per non insospettirla – credo che nemmeno la mamma mi abbia mai fatto un ritratto così appropriato del babbo, figuriamoci Amelia. Lei continua a regalarle maglie su maglie che lui non mette mai e puntualmente restano nel cassetto ad ammuffire. Credo che un giorno dovrò fare un fagotto e portarlo a Porta portese.
Perla rise a sua volta.
Alla fine insieme scelsero una polo  color beaurdeau firmata Sergio Tacchini e un completo intimo maglia e mutandine color grigio topo. Perla non aveva esitato nemmeno un secondo a consigliare Caterina. Le venne normale, come se fare acquisti per Fulvio fosse una cosa che lei aveva fatto da una vita. Aveva azzeccato i modelli, le taglie, le firme. Come se lei e Fulvio condividessero tutto questo da sempre…. Bastava immaginarcelo dentro.
Le capitava spesso, infatti, quando si trovava davanti a una boutique per uomini di fare questo gioco. Fissava i capi e poi cercava di vederci Fulvio dentro, e sceglieva per lui. Poi diventava triste. Quante volte sarebbe entrata e avrebbe comprato quel capo, ma poi si era sempre trattenuta, non sapendo come l’avrebbe presa lui e non le aveva mai regalato nulla, chissà perché poi…
Per Caterina i segnali erano sempre più evidenti, ma forse, dopo quest’ennesima conferma  le venne il dubbio che la cosa non era così recente come lei pensava.
- Hai mai pensato di metterti con mio padre?- gliela buttò lì, improvvisa.
Perla si fermò accanto a uno scaffale pieno di calzini. Dovette appoggiarsi per non cadere. Aveva inciampato nel momento che era arrivata la ‘staffilata’, diretta , come se lei fosse un tiro al bersaglio e qualcuno avesse fatto centro.
E Caterina aveva fatto centro!
Annaspò in cerca d’aria mentre il viso le era diventato paonazzo.
Si guardò i piedi, imbarazzata, mentre cercava di infilare il sandalo che le era scivolato .
- Bè, - cercò di mascherare - tuo padre è indubbiamente un bell’uomo, ma prima di tutto è l’ex marito di tua madre e qui ti ho detto tutto. Poi, come ti ripeto, non lo conosco molto bene. Oltretutto mi pare ovvio che lui ha già una persona accanto e anch’io. Ma come ti viene in mente un’idea del genere? – le chiese poi, in effetti, sorpresa della domanda improvvisa di lei.
Caterina doveva giocare tutte le sue carte. Ora.
- Perché credo che invece tu piaccia al babbo. E nemmeno poco. E per quanto tu me lo voglia nascondere, credo che anche lui piace a te. Non credere che io sia cieca. Ho visto bene come vi guardavate in montagna. A essere sincera non volevo dirtelo, ma se n’è accorto anche Daniele e anzi l’ho dovuto raccomandare di non farne parola con Valerio. Sai Daniele è buono e caro, ma a volte è un po’ troppo ‘chiacchierone.’
Non mi dire che mi sto sbagliando perché non è vero. E anzi sai che ti dico, che a me la cosa non dispiace per niente. Magari fosse. Io vi vedo proprio bene insieme.
Non so se è una simpatia sbocciata ora o se c’è qualcosa che mi è sfuggito da molto tempo. In ogni modo capisco la vostra posizione e mi spiace.
Non so per quale motivo vi siete complicati la vita appoggiandovi a persone che niente hanno a che fare con quello che siete voi, e questo senza niente togliere ad Amelia o al tuo Valerio. Non ho niente contro di loro.
Però indubbiamente se c’è stato qualcosa prima, siete stati molto bravi a coprirlo o ero io troppo piccola per accorgermene. Mi tornerebbe strano che però non se ne sia accorta la mamma. Eravate, e siete tutt’ora così intime. Capisco che a suo tempo non era una cosa facile per te da rivelare. Però di una cosa sono certa. Tu lo fai stare male. Dopo questa vacanza babbo non è più lo stesso, e scusa non sono affari miei, ma lo stesso vale per te. Ora sputami in faccia che sto vaneggiando, dai, voglio vedere come fai .-
E mentre Caterina finiva di parlare, erano uscite dal centro commerciale.
Perla non si era mai sentita più nuda di così. E allo stesso tempo più felice. Forse non avrebbe mai potuto raccontare tutta la storia a Caterina, ma indubbiamente sapere che lei sapesse e non dovesse più nascondersi per lei, era un toccasana.
Finalmente qualcuno con cui condividere quella pena!
E le parole di Caterina la confortavano e la consolavano. Vederla compiaciuta di quella simpatia, la aiutavano a trarsi d’impaccio dall’essere stata scoperta. Chissà che avrebbe pensato Fulvio di tutto questo. E infatti glielo chiese:
- Ne hai parlato con tuo padre, di queste tue sensazioni?-
- Ora non fare la vaga con me - le rispose Caterina - sai benissimo com’è il babbo. Ti pare che io possa andare da lui a sbattergli in faccia quello che ho detto a te? Mi direbbe che sono pazza e si chiuderebbe come un riccio, piuttosto che ammettere che si è fatto scoprire. Lui è uno che non mette mai sul piatto i suoi sentimenti. Se l’avesse fatto al momento giusto, forse era ancora con la mamma. Se non con lei, con te - e dicendo quest’ultima frase la penetrò con lo sguardo. E aveva colto nel segno, in pieno.
Perla si appoggiò alla macchina di Valerio, in attesa che lui tornasse con Daniele, rassegnata. Non poteva negare più e non era giusto farlo. Ma non poteva nemmeno scendere nei particolari. Non voleva che Caterina soffrisse insieme a loro quella situazione, ne che si facesse illusioni.
- Vedi, - le disse, ed era la verità – nella vita certe cose accadono e basta. Succedono quando meno te le aspetti, perché è destino o perché potevi far di tutto per evitarlo ma non sei stato attento.
Nel caso di me e tuo padre, non posso scendere nei particolari, non perché tu non abbia diritto di sapere, ma perché primo non so se avrei il consenso di tuo padre a parlartene, secondo perché in realtà da come stanno le cose non c’è nulla da sapere. Tra me e lui non c’è, e non ci sarà mai niente. Però hai ragione. Questa consapevolezza ci fa stare male, o almeno, io parlo per me. Ma non cambia le cose. Talvolta ci sono delle rinunce nella vita alle quali siamo costretti nostro malgrado, sacrificando noi stessi, per non ferire gli altri. Lo so che vorresti dirmi che l’amore supera tutto. Va bene alla tua età, questo pensiero. Non alla nostra, quando la testa comincia a essere più forte del cuore, e il cuore hai imparato ad averlo non solo per te stesso e per il tuo egoismo.
A Perla le parole vennero fuori, semplici, chiare e sincere.
Vide il volto di Caterina cambiare espressione. Caterina si avvicinò e l’abbracciò forte:
-Vorrei poter fare lo stesso con il babbo- le disse.
- Sapessi, quanto mi fa male vederlo chiudersi in quei suoi silenzi. Diventa intrattabile e non c’è nulla che gli faccia cambiare umore. Percepisco persino la maschera che porta quando è con Amelia, ma non si può fingere tutta la vita, non credi? Come farete. Io non potrei vivere così…
Solo a ferragosto l’ho visto felice, con te. Poi è tornato a essere triste e scontroso. Secondo me tu sei più brava di lui a nascondere.- Tentennò un po’, poi lo disse:
- Posso farti un’ ultima domanda? Se vuoi, mi rispondi, ma non sei obbligata…e come dire, è un po’ personale …-
Perla aveva intuito la domanda. Vide Valerio e Daniele, che dall’altro capo della strada si avvicinavano verso loro.
Alzò gli occhi verso Caterina. La guardò dritta negli occhi, prima che lei potesse continuare:
- Si -. Le disse sincera e risoluta.
E poi si avviò decisa verso Valerio. La loro conversazione finiva lì, ma Perla ora si sentiva leggera, come una piuma. Libera, anche se triste, ma libera.


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