CAPITOLO 32
Due
giorni erano passati da quella sera.
Come
previsto da Perla, Valerio non aveva appreso di buon umore la notizia che
Fulvio avesse diviso il giorno di ferragosto con lei.
Sperò
solo che lei fosse stata sincera fino all’ultimo e che non le avesse tenuto
nascosto qualcosa.
All’inizio
le aveva un po’ tenuto il muso. Poi lei era stata molto dolce con lui. Avevano
fatto all’amore più volte e a lui erano scomparsi tutti i dubbi.
Non
c’era nulla che lo facesse stare bene come sentirla sua.
Anche
adesso, mentre lei, sdraiata sul lettino, agitava le gambe ascoltando la
musica nelle cuffie, lui moriva dalla voglia di lei. Se non ci fosse stata
tutta quella gente sulla spiaggia, l’avrebbe presa subito, in quell’istante.
Decise di bagnarsi; meglio cacciare i bollenti spiriti.
A
pochi passi dal loro ombrellone, due ragazzi abbracciati stavano ridendo. Erano
Caterina e Daniele.
Il
giorno dopo Ferragosto, con suo grande rincrescimento, Valerio si era reso
conto che dividevano la stessa loro spiaggia. Temette d’incontrare Fulvio.
Perla le aveva raccontato della mancanza di Amelia. Quindi, sarebbe stato
ovvio, che anche lui avrebbe frequentato gli stessi luoghi della figlia. Fortunatamente,
di Fulvio, in quei due giorni nemmeno l’ombra.
E
anche Perla, quando la mattina aveva trovato in spiaggia Caterina aveva temuto
e sperato insieme che ci fosse anche Fulvio, ma lui non si era fatto vedere.
E
quando incontrò lo sguardo di Caterina, se ne guardò di fare domande.
Caterina,
manco avesse indovinato il suo pensiero, l’aveva guardata con occhi maliziosi e
indagatori. Lei era stata costretta a distogliere subito i suoi per paura
che la tradissero.
-
Babbo è dovuto partire di nuovo. - Aveva detto a un certo punto, senza che
lei glielo avesse chiesto - Il papà di Amelia è peggiorato. Mi ha detto che non
sa se riuscirà a tornare, speriamo bene. - E aveva squadrato Perla per carpirne
la reazione.
Perla
si sentiva un po’ sollevata e un po’ triste al contempo.
Se
Fulvio non fosse più tornato, lei, anche se molto lentamente e continuando a
stare male, sarebbe tornata prima alla vita di sempre, senza rischiare nulla e
senza grilli in testa.
Dall’altra
parte significava rinunciare ancora al suo sogno e alla possibilità di viverlo
ancora, intensamente.
Così,
quella mattina Perla, la musica alle orecchie, si stava godendo un po’ di pace,
sdraiata sul lettino.
Doveva
cercare di godersi il più possibile, questi ultimi giorni di vacanze. Cercando
di pensare il meno possibile, a lui, a Fulvio.
Mentre
Valerio continuava a bagnarsi, decise di chiamare Lorenzo. Si alzò dal lettino
e andò all’ombrellone a prendere il cellulare nella borsa.
‘Un
messaggio’ – diceva il display.
- "Uff,
le solite promozioni" - pensò mentre cliccava sui tasti per leggerlo.
Al
mare è sempre difficile leggere il telefono. Il più delle volte gli schermi
moderni, a contatto con la forte luce restano neri. Perla dovette più volte
lottare per trovare la posizione giusta per leggere.
Alla
fine sedette in terra, all’ombra, appoggiata al bastone che reggeva
l’ombrellone.
Quando
lesse il messaggio, il telefono le cadde quasi dalle mani:
- Se
tutto va bene stasera sono giù. Se ti va un giro in bici fino al mare,
liberati. Facciamo stanotte all’una, quando tutti dormono. Ti vengo a
prendere in bici, un bacio F.-
Inutile
dire che Perla sapesse benissimo chi era F.
Cancellò
il messaggio e ripose il cellulare in borsa.
Le
gambe non le reggevano.
Era
un rischio grosso. Come avrebbe fatto ad allontanarsi dalla sua stanza? E che
scusa avrebbe trovato a Valerio, se mai lui si fosse svegliato?
Il
solo porsi le domande, fu l’esito di un'unica risposta. Lei voleva, a tutti i
costi, stare con Fulvio, quella sera.
Tutto
il giorno fu pervasa da una sorta di frenesia interna.
L’ansia
la struggeva.
Non
riusciva più a stare tranquilla. Così pensò che doveva trovare qualcosa per
occupare la mente. Propose a Caterina di uscire insieme nel pomeriggio, a fare
un giretto nella parte alta della città, dove erano i negozi.
Caterina
ne fu entusiasta: - Senza uomini però, - dichiarò – - quando vuoi fare shopping,
sono una palla al piede. –
Perla
convenne che aveva ragione. Solo che in quel caso avrebbe preferito che Valerio
andasse.
Forse,
se si fosse stancato la notte avrebbe dormito più profondo.
Si
odiò per avere avuto quel pensiero. Stava diventando diabolica. E tutto
questo a causa di Fulvio.
Alla
fine si misero d’accordo per andare insieme. Però, dopo i ‘maschietti’ si
sarebbero divisi da loro, e sarebbero andati per conto loro.
Appuntamento
al ritorno davanti al centro commerciale.
La
compagnia di Caterina era straordinariamente piacevole. Perla si accorse di
legare con lei, addirittura ancor più di quanto non legasse con la madre.
Nonostante
fossimo negli ultimi giorni di agosto, c’era ancora molto turismo e i negozi
erano pieni, alla fine Caterina comprò per se un bel paio di scarpe.
Perla
cercò un paio di jeans a pinocchietto. Pensava d’indossarli quella sera. Mentre
si specchiava, immaginava lo sguardo di Fulvio su di se. Caterina insistette
per regalarle una maglia che sposava con il sotto.
Quando
Perla, mise entrambi i capi e si guardò nuovamente allo specchio, si compiacque
di quello che vide.
- "Non è vero che l’abito non fa il
monaco. Quei vestiti indosso le toglievano dieci anni “- rifletté, e trovò
conferma ai suoi pensieri nelle parole di Caterina che si complimentava con
lei:
- Certo
che a te il tempo non ti passa- le disse, mentre la squadrava da cima a fondo.
Mentre
Perla rientrava in camerino, Caterina stava valutando se era il caso di provare
a forzare la mano. Avrebbe preso il discorso alla larga, magari chissà, Perla
si sarebbe aperta.
Aveva
notato che Perla, da quella mattina era stranamente più allegra del solito. E
non era una coincidenza che suo padre l’aveva chiamata per dirle che la sera
sarebbe tornato, ma di nuovo senza Amelia.
“ E
meno male”- Pensò Caterina. Non aveva mai avuto nulla contro Amelia. Ma non
amava il suo modo di fare affettato e lascivo nei confronti del padre.
Forse
era un pizzico di gelosia, a farla sentire così nei suoi confronti, perché
fondamentalmente era una brava donna, ma nonostante ci avesse provato in tutti
i modi, non era riuscita mai ad entrare in sintonia con lei.
Lei
amava le donne combattive, come era lei, com’era Perla, e nonostante il rancore
verso sua madre, riconosceva che anche Claudia faceva parte di quella
categoria.
Davvero
non capiva, cosa avesse trovato suo padre in Amelia.
Girarono
ancora tra i reparti. A quel punto Caterina ebbe un’idea:
-
Stavo pensando di fare una sorpresa a babbo e acquistare qualcosa per lui. Per
Daniele non ho problemi, ma con babbo non so mai decidermi. Potresti aiutarmi a
trovare qualcosa?-
Perla
arrossì leggermente, ma riuscì a mantenersi abbastanza distaccata.
- Bè,
ci provo, non è che conosca molto bene i gusti di tuo padre, - mentì- però
credo che se vai su una polo firmata, non sbagli mai, oppure una bella camicia.
Non
so quanto vuoi spendere, altrimenti anche una cravatta che può addirsi con i
suoi completi, visto che per lavoro li usa molto. Anche una borsa ventiquattr’ore o una cinta di pelle… -
E
fortuna che non lo conosceva abbastanza! Caterina la guardò divertita e la
buttò lì:
-
Meno male che non lo conosci - le disse ridendo per non insospettirla – credo
che nemmeno la mamma mi abbia mai fatto un ritratto così appropriato del babbo,
figuriamoci Amelia. Lei continua a regalarle maglie su maglie che lui non mette
mai e puntualmente restano nel cassetto ad ammuffire. Credo che un giorno dovrò
fare un fagotto e portarlo a Porta portese.
Perla
rise a sua volta.
Alla
fine insieme scelsero una polo color beaurdeau firmata Sergio Tacchini e
un completo intimo maglia e mutandine color grigio topo. Perla non aveva
esitato nemmeno un secondo a consigliare Caterina. Le venne normale, come se
fare acquisti per Fulvio fosse una cosa che lei aveva fatto da una vita. Aveva
azzeccato i modelli, le taglie, le firme. Come se lei e Fulvio condividessero
tutto questo da sempre…. Bastava immaginarcelo dentro.
Le
capitava spesso, infatti, quando si trovava davanti a una boutique per uomini
di fare questo gioco. Fissava i capi e poi cercava di vederci Fulvio dentro, e
sceglieva per lui. Poi diventava triste. Quante volte sarebbe entrata e avrebbe
comprato quel capo, ma poi si era sempre trattenuta, non sapendo come l’avrebbe
presa lui e non le aveva mai regalato nulla, chissà perché poi…
Per
Caterina i segnali erano sempre più evidenti, ma forse, dopo quest’ennesima
conferma le venne il dubbio che la cosa
non era così recente come lei pensava.
-
Hai mai pensato di metterti con mio padre?- gliela buttò lì, improvvisa.
Perla
si fermò accanto a uno scaffale pieno di calzini. Dovette appoggiarsi per non
cadere. Aveva inciampato nel momento che era arrivata la ‘staffilata’, diretta
, come se lei fosse un tiro al bersaglio e qualcuno avesse fatto centro.
E
Caterina aveva fatto centro!
Annaspò
in cerca d’aria mentre il viso le era diventato paonazzo.
Si
guardò i piedi, imbarazzata, mentre cercava di infilare il sandalo che le era
scivolato .
-
Bè, - cercò di mascherare - tuo padre è indubbiamente un bell’uomo, ma prima di
tutto è l’ex marito di tua madre e qui ti ho detto tutto. Poi, come ti ripeto,
non lo conosco molto bene. Oltretutto mi pare ovvio che lui ha già una persona
accanto e anch’io. Ma come ti viene in mente un’idea del genere? – le chiese
poi, in effetti, sorpresa della domanda improvvisa di lei.
Caterina
doveva giocare tutte le sue carte. Ora.
- Perché
credo che invece tu piaccia al babbo. E nemmeno poco. E per quanto tu me lo
voglia nascondere, credo che anche lui piace a te. Non credere che io sia
cieca. Ho visto bene come vi guardavate in montagna. A essere sincera non
volevo dirtelo, ma se n’è accorto anche Daniele e anzi l’ho dovuto raccomandare
di non farne parola con Valerio. Sai Daniele è buono e caro, ma a volte è un
po’ troppo ‘chiacchierone.’
Non
mi dire che mi sto sbagliando perché non è vero. E anzi sai che ti dico, che a
me la cosa non dispiace per niente. Magari fosse. Io vi vedo proprio bene
insieme.
Non
so se è una simpatia sbocciata ora o se c’è qualcosa che mi è sfuggito da molto
tempo. In ogni modo capisco la vostra posizione e mi spiace.
Non
so per quale motivo vi siete complicati la vita appoggiandovi a persone che
niente hanno a che fare con quello che siete voi, e questo senza niente
togliere ad Amelia o al tuo Valerio. Non ho niente contro di loro.
Però
indubbiamente se c’è stato qualcosa prima, siete stati molto bravi a coprirlo o
ero io troppo piccola per accorgermene. Mi tornerebbe strano che però non se ne
sia accorta la mamma. Eravate, e siete tutt’ora così intime. Capisco che a suo
tempo non era una cosa facile per te da rivelare. Però di una cosa sono certa.
Tu lo fai stare male. Dopo questa vacanza babbo non è più lo stesso, e scusa
non sono affari miei, ma lo stesso vale per te. Ora sputami in faccia che sto
vaneggiando, dai, voglio vedere come fai .-
E
mentre Caterina finiva di parlare, erano uscite dal centro commerciale.
Perla
non si era mai sentita più nuda di così. E allo stesso tempo più felice. Forse
non avrebbe mai potuto raccontare tutta la storia a Caterina, ma indubbiamente
sapere che lei sapesse e non dovesse più nascondersi per lei, era un toccasana.
Finalmente
qualcuno con cui condividere quella pena!
E
le parole di Caterina la confortavano e la consolavano. Vederla compiaciuta di
quella simpatia, la aiutavano a trarsi d’impaccio dall’essere stata scoperta.
Chissà che avrebbe pensato Fulvio di tutto questo. E infatti glielo chiese:
- Ne
hai parlato con tuo padre, di queste tue sensazioni?-
-
Ora non fare la vaga con me - le rispose Caterina - sai benissimo com’è il
babbo. Ti pare che io possa andare da lui a sbattergli in faccia quello che ho
detto a te? Mi direbbe che sono pazza e si chiuderebbe come un riccio,
piuttosto che ammettere che si è fatto scoprire. Lui è uno che non mette mai
sul piatto i suoi sentimenti. Se l’avesse fatto al momento giusto, forse era
ancora con la mamma. Se non con lei, con te - e dicendo quest’ultima frase la
penetrò con lo sguardo. E aveva colto nel segno, in pieno.
Perla
si appoggiò alla macchina di Valerio, in attesa che lui tornasse con Daniele,
rassegnata. Non poteva negare più e non era giusto farlo. Ma non poteva nemmeno
scendere nei particolari. Non voleva che Caterina soffrisse insieme a loro
quella situazione, ne che si facesse illusioni.
-
Vedi, - le disse, ed era la verità – nella vita certe cose accadono e basta.
Succedono quando meno te le aspetti, perché è destino o perché potevi far di
tutto per evitarlo ma non sei stato attento.
Nel
caso di me e tuo padre, non posso scendere nei particolari, non perché tu non
abbia diritto di sapere, ma perché primo non so se avrei il consenso di tuo
padre a parlartene, secondo perché in realtà da come stanno le cose non c’è
nulla da sapere. Tra me e lui non c’è, e non ci sarà mai niente. Però hai
ragione. Questa consapevolezza ci fa stare male, o almeno, io parlo per me. Ma
non cambia le cose. Talvolta ci sono delle rinunce nella vita alle quali siamo
costretti nostro malgrado, sacrificando noi stessi, per non ferire gli altri.
Lo so che vorresti dirmi che l’amore supera tutto. Va bene alla tua età, questo
pensiero. Non alla nostra, quando la testa comincia a essere più forte del
cuore, e il cuore hai imparato ad averlo non solo per te stesso e per il tuo
egoismo.
A
Perla le parole vennero fuori, semplici, chiare e sincere.
Vide
il volto di Caterina cambiare espressione. Caterina si avvicinò e l’abbracciò
forte:
-Vorrei
poter fare lo stesso con il babbo- le disse.
- Sapessi,
quanto mi fa male vederlo chiudersi in quei suoi silenzi. Diventa intrattabile
e non c’è nulla che gli faccia cambiare umore. Percepisco persino la maschera
che porta quando è con Amelia, ma non si può fingere tutta la vita, non credi?
Come farete. Io non potrei vivere così…
Solo
a ferragosto l’ho visto felice, con te. Poi è tornato a essere triste e
scontroso. Secondo me tu sei più brava di lui a nascondere.- Tentennò un
po’, poi lo disse:
- Posso
farti un’ ultima domanda? Se vuoi, mi rispondi, ma non sei obbligata…e come
dire, è un po’ personale …-
Perla
aveva intuito la domanda. Vide Valerio e Daniele, che dall’altro capo della
strada si avvicinavano verso loro.
Alzò
gli occhi verso Caterina. La guardò dritta negli occhi, prima che lei potesse
continuare:
- Si
-. Le disse sincera e risoluta.
E
poi si avviò decisa verso Valerio. La loro conversazione finiva lì, ma Perla
ora si sentiva leggera, come una piuma. Libera, anche se triste, ma libera.
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